
69 - (Responso fatale!)
Qualche mese prima sulla famigerata nave dalle vele nere regnava un clima di terrore. Già avere a che fare con la Cercueil non era affare da poco, ma con la Cercueil idrofoba la faccenda era davvero difficile. Sembrava che l’avvento dell’Esorcista avesse rimesso la bussola della dama al bello, ma ora si era tornati ai tempi bui: punizioni e fustigazioni non si contavano, e l’equipaggio era al limite dell’ammutinamento. Certo, quando una donna ha la luna sono dolori, figuriamoci quella specie di molosso scatenato della Cercueil, che però non aveva la luna, anzi non aveva più lune affatto.
Ah, fatale, fatale giorno, paventato e temuto da ogni donna, e ancor più da quelle che della loro bellezza e attrattiva hanno fatto il fulcro della propria vita! La feroce signora in verità bellissima lo era stata, ma se ognuno a cinquant’anni ha la faccia che si merita, anche se il destino non aveva infierito sulla dama in questione, costei aveva la stessa dolcezza d’una tenutaria d’un bordello parecchio malfamato del porto, che insieme alla crudeltà felina dello sguardo ne facevano una donna attraente quanto un colpo di remo sui denti, senza contare che col tempo la sua figura si era alquanto modellata su una maestosità matronale. Tuttavia la Cercueil si considerava d’imperiosa bellezza ,né aveva,se non in scarse occasioni, trovato chi avesse la tempra di resistere ai suoi appetiti, quelli sì rimasti prodigiosamente giovanili.
Ora dopo settimane passate a struggersi per il mancato funzionamento del suo orologio biologico, era sprofondata in una cupa malinconia. Le si splancavano davanti le porte dell’orribile vecchiaia! Le sarebbero cresciuti i baffi? Le sarebbe spuntata la barba? Le sarebbero crollati i seni come misere bisacce vuote, per non parlare del resto?
Di umore infernale tutto il giorno, di notte, nel segreto della sua cabina, la Cercueil PIANGEVA! Ma presto il disastro si rivelò di proporzioni anche maggiori, perché il ventre gonfio e duro faceva temere qualcuno di quegli acciacchi donneschi di cui la nostra protagonista si era sempre reputata immune. Mandò dunque a prelevare da Saracin e Malné, praticamente la versione noir di Pepé e Patibulaire, un tal Doc Bigottin, un omarino tremante che di professione era pediatra; ma toccava accontentarsi, era l’unico medico dell’isola e du reste la Cercueil si sentiva poco più d’una bambina.
Non fu facile convincere il Doc a seguirli a bordo, ma salvo il fatto che si divincolava, per fortuna pesava pochissimo, e fu un gioco da ragazzi metterlo sulla scialuppa: quanto al divincolarsi, bastò mostrargli un pugno come un prosciutto di Malné che quello cadde svenuto.
A malapena ripresosi, una volta nella cabina vis à vis con la procellosa signora, con un gemito la vide scalciare via delle culotte dimensione mongolfiera e sdraiarsi in posa acconcia con le gonnelle tirate su fino al mento. Il povero dottore scoppiò in lacrime: le sue convinzioni religiose gli proibivano di copulare ( così si espresse il poveretto ) senza contare che tra l’età e acciacchi vari, anche volendo non avrebbe potuto...
La Cercueil balzò a sedere, lo prese per il collo strapazzandolo, gli dette del "prodigioso imbecille", e dopo avergli detto che piuttosto che con lui avrebbe “copulato “ con Gaston ( che uditi gli urli provenienti dalla cabina fuggì nelle profondità marine al sentire una simile sconcia minaccia ) gli intimò di visitarla.
La visione live delle grazie della Cercueil finì per sconvolgere del tutto il medico, aduso tutt’al più alle tonsillucce d’infanti, e la Cercueil stessa dovette guidarne l’esitantissima mano, che prima gli strofinò accuratamente con del rhum.
Ottima idea, perché Doc si attaccò alla bottiglia, e con l’aiuto di qualche buon sorso fu pronto. Antiche nozioni apprese nella notte dei tempi lo soccorsero, e Doc finì mesto la visita scuotendo il capo. La Cercueil si sentì morire. Eroicamente, disse:
- E’...quel che penso?
- Sì, disse il Doc funebre. Mi duole per voi.
- Cosa potete fare per me?
Il Doc la guardò con uno sguardo fiero:Nulla!
- Mi lasciate morire, dunque!
- Signora, io non sono un macellaio. Rivolgetevi ad altri!
Si noti che il povero Doc sapeva che stava immolandosi, ma pur pavido e tremebondo, era un uomo di principi.
- Ma non ci siete che voi!
- Allora tenetevi l’infante!
La Cercueil lo fissò con due occhi tondi come due uova al tegamino, spalancò la bocca, annaspò, strabuzzò gli occhi, ne mostrò il bianco e cadde di schianto sul pavimento.
Per fortuna il Doc non aveva fatto fuori tutto il rhum, e con quel che ne restava fece rinvenire la paziente. Costei si tirò su a fatica, pallida come una morta, e con un filo di irriconoscibile voce fece entrare i due giannizzeri che erano rimasti fuori dalla porta, e che lo schianto aveva messo in allarme. Indicò un sacchetto sul tavolo pieno di monete d’oro, e con un gesto lo fece consegnare allo sbalordito dottore. Poi si adagiò sul letto, congedando tutti.
Cosa pensò la Cercueil nelle ore che seguirono non ci è dato saperlo.
Dopo una vita di ribalderie e sciaguraggini, invece di porgerle il conto, il destino le offriva una seconda possibilità, proprio quando i giochi erano chiusi, ormai.
Ricordiamo che l’unico amore vero, peraltro poco ricambiato, di questa donna crudele era stata sua madre, creatura da lei idolatrata. Ora la sacra investitura passava a lei, il cui ventre fioriva dopo anni di sterilità, quando per molte donne si conclude la possibilità di generare.
La Cercueil era una donna intelligente, molto intelligente. Non si sarebbe fatta sfuggire un’occasione simile.
Quando finalmente si alzò lo specchio le rimandò una strana immagine, una smorfia innaturale della bocca: sì, era proprio un sorriso, il primo della sua vita adulta che non fosse di sarcasmo o di scherno.
Pensò all’Esorcista, alle sue spalle magre, al suo desiderio d’essere umiliato, e capì che la strada era lunga, lunghissima. Sua figlia avrebbe avuto un padre, ma innanzitutto lei avrebbe avuto un figlio, proprio nella persona di quella spece d’adolescente mal cresciuto che l’aveva messa incinta: e ancora a monte, avrebbe dovuto incominciare da se stessa.
Cosa disse la Cercueil all’Esorcista in quella fine di luglio non lo sapremo mai, certo è che pochi giorni dopo li si vide insieme di buonissimo umore a far spese di nastri e sciocchezze ai mercatini dell’isola. L’umore dell’equipaggio migliorò parecchio, e da tutti fu considerato di buon auspicio che s’issassero finalmente delle vele candide.
Fu così, con le vele nuove gonfie di vento, che qualche tempo dopo la famigerata nave della Cercueil prese il largo.
Dalla nave di Uncino non potevano crederlo, e tutti si precipitarono in vedetta.
Anche il Capitano, va da sé, insieme al Secondo. Non poteva credere ai suoi occhi: la Cercueil era al timone, abbracciata all’Esorcista.
Sembrava ingrassata, ma stranamente bella. Forse perché rideva, agitando in segno di saluto un gran cappello, come sarebbe piaciuto a Dudulle: con una gran piuma rosa.
(by leila)