Pubblichiamo i punti salienti affinchè si possa constatar la differenza morale ed intellettuale fra questi due scrittori,differenza ancor oggi attuale,dato che la Storia pare non aver insegnato nulla ad alcuni.
"Non è la GPU,compagno Cèline (!),che ha fatto sì che i migliori scrittori degli ultimi giorni del vecchio mondo si siano messi - cosa che oggi le sembra certamente ridicola - a dubitare dei loro dubbi e a studiare la filosofia del proletariato che ha operato un tale miracolo.Ma attraversi i fatti.Attraverso la costruzione del socialismo,delle basi industriali della nuova vita.
Vada,Cèline,vada laggiù a vedere che cos'è la gioventù nata dalla Rivoluzione!
Laggiù,non certo per il piacere di un medico di quartiere chiuso nel suo cantuccio,si sviluppa in milioni di esemplari la donna di cui lei ha soltanto intravisto l'ideale mascherato.
Ed è oggi la sconosciuta della senna (#) e non certo questo sottoprodotto delle fabbriche Ford e della prostituzione che la incanta,che riprende sotto la bandiera rossa i suoi veri diritti alla vita.
Non aspetti il nostro ottobre per aprire gli occhi per ultimo."
Quanto esaltato,fuorviante e mal riposto fosse questo entusiasmo non è nemmeno il caso di parlarne,tanto più che si era all'inizio delle tristemente famose purghe staliniane dgli anni '30.
Ci andrà LFC in Urss,nel 1936,ma ne uscirà Mea Culpa,non proprio in linea con i ridicoli entusiasmi di Aragon..
Stante il modo di essere e di pensare di LFC,non era certo tipo da farsi arruolare o convincere da questo pistolotto.
In dicembre dello stesso anno Aragon invita Cèline a rispondere ad un questionario: "Per chi scrivete".
Risponde Cèline
"Se mi domandaste perchè gli uomini,tutti gli uomini,dalla nascita fino alla morte,hanno la manìa,che siano ubriachi o meno,di raccontare storie,capirei la domanda."
Aragon non capisce,e risponde nel gennaio 1934,accusando LFC di aver idee confuse,di rivolgersi con i suoi scritti alle persone sbagliate che lui disprezza socialmente,di essere pessimista senza vedere alcuna uscita dal mondo che odia,insomma perchè in definitiva ed ironicamente "non si decide a mettersi dalla parte degli sfruttatori contro gli sfruttati?.E' ora di prender posizione".
Evidentemente Aragon (come molti dopo di lui),non concepisce che uno scrittore,un intellettuale (termine che a Ferdinand non piacerebbe affatto) come LFC non voglia accasarsi sotto una bandiera,che ne voglia star fuori,non avendo fiducia in nessun sistema e negli uomini.E' la solita storia.
Probabilmente,avendone le palle piene di questa vicenda,risponde indirettamente ad Aragon in una lettera a Elie Faure nella primavera del 1934.
Caro amico,
"Sono anarchico da sempre,non ho mai votato,non voterò mai per niente nè per nessuno.Non credo negli uomini.
Perchè vuole che mi metta all'improvviso a suonare lo zufolo solo perchè decine e decine di falliti me lo suonano?...Perchè? per mettermi al loro livello di gente meschina,rabbiosa,invidiosa,piena d'odio, bastarda?....
Non ho niente in comune con questi froci che sbraitano le loro balorde supposizioni e non capiscono nulla.
Si immagina a pensare e a lavorare fra le grinfie di quel gran coglione di Aragon,per esempio? Questo sarebbe l'avvenire? Colui che dovrei adorare è Aragon! Puah!
Se fossero un po' tutti meno cialtroni,se fossero così pieni di buona volontà come dicono,farebbero quello che ho fatto io invece di rompere i coglioni a tutti con le loro stonature.
La loro rivoluzione la ritardano invece di facilitarla.Somigliano a quei maschi che non han più istinti,che feriscono le femmine e non le fanno mai godere.
Non sente,amico,l'ipocrisia,l'immonda tartuferia di tutte queste parole d'ordine ventriloque!
Il complesso d'inferiorità di tutti questi agitatori è palpabile.
Il loro odio per tutto ciò che è superiore a loro,per tutto ciò che non capiscono,visibile.
hanno la stessa gran voglia di sminuire,distruggere,di insozzare,di recidere il principio stesso della vita che avevano i preti più volgari del Medio Evo.
Gli uni e gli altri forse mi fucileranno.I nazisti mi detestano al pari dei socialisti e i comunisti anche.....si intendono tutti quando si tratta di sputarmi addosso.
Tutto è permesso,tranne che dubitare dell'uomo.....ma io me ne frego di tutti.Non chiedo nulla a nessuno.
Un affettuoso saluto,carissimo amico."
Queste parole profetiche andrebbero bene per molti anche oggi.
.................................................
NOTE
(#) - L'opera di Cèline,l'Eglise,apparsa nella collana di lusso "Lontano dalla gente" recava sul frontespizio la foto di un calco di testa di ragazza detta "La sconosciuta dela Senna".Tutto questo non era evidentemente piaciuto ad Aragon .
ELSA TRIOLET
Elsa Triolet, pseudonimo di Elsa Kagan (Mosca, 11 settembre 1896 - Saint-Arnoult-en-Yvelines, 16 giugno 1970).Era nata in Russia dalla musicista Elena Youlevna Berman e dall'avvocato Yuri Aleksandrovich Kagan, entrambi ebrei. Sua sorella era Lilja Brik, storica musa e compagna di Vladimir Majakovskij, verso la quale provava gelosia e ammirazione, senza nasconderlo né a lei né agli altri.
Intanto subì una depressione legata al clima e alla nostalgia per l'Europa. Lasciò il marito nel 1921 e si mise a vagare tra Parigi, Mosca, Londra e Berlino.
Fino al 1924 quando si installò a Montparnasse, frequentando l'ambiente surrealista e artisti come Fernand Léger e Marcel Duchamp.
Nel 1928 incontrò Louis Aragon ne La Coupole, locale frequentato da artisti per i quali diventò una sorta di musa.Il 28 febbraio 1939 sposò Aragon.
La sua critica ai sovietici si espresse in Monument (1957) e nell'essersi adoperata perché si pubblicasse in Francia Aleksandr Isaevic Solženicyn
La sua poesia fu ampiamente ispirata, dopo gli anni '40, all'amore per sua moglie, Elsa Triolet.
Drante la seconda guerra mondiale si schierò risolutamente a favore della resistenza contro il nazismo tedesco. Fu questo l'oggetto di una profonda ferita: la rottura con il suo amico Pierre Drieu La Rochelle che si rivolse verso il nazismo: una sorta di suicidio, che lo spinse a darsi per davvero la morte alla liberazione della Francia.
Dopo la morte di sua moglie nel 1970, Aragon ostentò le sue preferenze omosessuali. Morì il 24 dicembre 1982.


Quel che stupisce è la sconcertante attualità di questa polemica,oserei dire che è sempre continuata fino ad oggi.
RispondiEliminaDue posizioni a confronto,un libero pensatore che non accetta di sottoporre il proprio pensiero a nessun dogma precostituito e un altro che invece glielo sacrifica preventivamente.
non potevano certo convincerlo le parole esaltate di Aragon.
Questa lettera di LFC bisognerebbe affiggerla in ogni scuola.
RispondiEliminaUno che aveva criticato aspramente il sistema capitalista e borghese e che certamente meglio di un Aragon aveva descritto le miserie umane,poteva certo permettersi di non aver nessuna fiducia in quello che si è poi rivelato per molti un sistema infernale.
RispondiEliminaGià l'aveva intuito (e visto) a dispetto dei tanti ciechi intellettuali dell'epoca che inneggiavano a tal sistema.(Breton....)
Storia che si è ripetuta con Sartre e compagni.
Aragon c'era stato in Urss,non aveva visto nulla?
RispondiEliminaAmici,devo dirvi che questa lettera in gran parte riassume lo spirito e le convinzioni dei collaboratori dei nostri due blogs,mie comprese,e di questo siamo orgogliosi.
RispondiEliminaaragon non l'ho mai letto, infastidito soprattutto da queste sue continue giagulatorie cattocomunistine sparse a piene mani. non soffro certa letteratura speculativa.
RispondiEliminami ha fatto sempre vomitare sartre di cui a fatica arrangai di finire la nausea, che cresceva a braccetto col procedere del suo compitino. ti dirò che odiai quello scrittore quando vidi le facce e le conce di chi lo sbandierava per le corna di continuo, al liceo, al parco, sulle dolci panchine primoautunnali. oggi rappresenta appieno il top della forma mentis di migliaia di giovani 'pensatori' universitari, quelli che hanno avuto un lungo liceo. la più brutta pubblicità non è quella della televisione, ma quella che serpeggia dal basso, specie se sono cliché filointellettuali, le epidemie filodofo-giovanili che rischiano di lasciare il cervello butterato tutta la vita. non diversamente sta emergendo dalla palude gomorra ecc. i nostri amici dell'antisystem sanno dove andare a parlare per arrostire meglio i loro polletti.
ad aragon stava sul cazzo non poter arruolare quell'omaccione venuto dal niente che poteva sembrare sperduto sulle prime, frastornato dai clacson della critica, dai fumi del successo, dalla parata di benarrivato dei salotti intellò parigini. aragon non era uno scrittore, li assoldava, era un generale di servizio leva.
quando poi céline gli mostrò la consistenza del pacco, si acccorse della scorza, iniziarono le prime scaramucce. poi arrivò il viaggio di san tommaso in urss, Céline non ci mise il profumo, si riportò solo la puzza da quel soggiorno... la cosa si sfasciò: a céline lentamente si chiusero tutte le porte.
una prova del céline non collaborazionista? non lo sopportavano manco a destra. troppo pessimista, troppo catastrofico, individualista. troppo critico nei confronti del reich.
céline ha fatto la fine del suo eroe sommelweis... quella che al di là del principio di piacere desiderava fare. essere odiato da tutti. dispiacere a tutti. parlando di Morte a credito '' ho scritto questo libro per risultare sgradevole a tutti, dispiacere tutti... fino all'ultimo!".
facile a dirsi. ma Céline era questo.
Priviet johnny,sempre il tuo Celine eh!
RispondiEliminaQui sta leggermente nevicando,saluti da alexej e misha,forse verrò per Pasqa.
Priviet Oxana,saluti a tutti e piano con la vodka.
RispondiEliminaDi Aragon ho letto una sola poesia,mentre di Tartre ho cominciato a leggere tanto e finito pure io poco.Ricordo il pretenzioso e orientato saggio su Baudelaire di cui poco secondo me aveva capito,così come quello su Flaubert,incomprensibile e mirato sempre ad una critica d'ordine marxistoide fasulla sugli aspetti privati.Meno male che non l'ha finita.
RispondiEliminaProprio il caso di citare l'invidia ,di cui accennava Celine, per gli scrittori alla cui altezza mai è arrivato.E lui ci teneva tanto!Una profezia!
La Nausea,che ho letto,è un libercolo qualsiasi,molti altri hanno meglio espresso il clima esistenzialista della Parigi di allora.
Di tutto,hoo salvato una sola sua frase che ho messo in testa a Dallapartedeltorto,non perchè lui ne fosse un portatore sano,anzi tutto il contrario nei fatti,ma solo perchè piaceva a me e anche ironicamente a suo perpetuo ludibrio,per chi ne conosce le gesta.
Scrivendo il post,mi stupiva sempre l'attualità di questa lettera,anche per i miseri casi di cui ci occupiamo frequentmente.
E per certi versi,un atteggiamento mentale,una onestà intellettuale simile a quella di Sciascia.
Buon sangue non mente.
Grande Celine!Lettera memorabile.
RispondiElimina...e quella di Aragon ridicola
RispondiEliminaNon è che site un po' infatuati di Celine?
RispondiEliminaChe ti devo dire Torwald,ognuno ha i suoi difetti...
RispondiElimina@torwald
RispondiEliminanessuno può infatuarsi di un classico, è un controsenso. lo si può solo apprezzare o respingere. l'infatuazione è un umore.
@daniz
RispondiEliminaDa quanto vedo è qualcosa di più che apprezzare.Non va bene infatuati?Diciamo allora plagiati.
Ci sono due cose infinite....
RispondiEliminami sa proprio george...
RispondiElimina