La scrittrice
L'editore
Nonostante questo le davo ancora 50 mila euro,lei ne voleva 100,alla fine se n'è andata da Einaudi per molto meno dei 50.L'antiberlusconiana al cubo da berlusconi!
Vendute 6000 copie.Bollita,fine della pacchia.
Come autrice è un'analfabeta,"che non sappia scrivere è un fatto certo.Do-cu-men-ta-bi-le!".
La scrittrice
Si auspica che questa telenovela da portineria finisca qui,e si lavino i panni nel lavandin di casa,ma il tragico cara Melissa,è che tu scriva e abbia pure trovato da pubblicare la tua minchiata e guadagnar sti soldi.
Forse il tuo paese è tragico proprio per questo.
Un duetto di comicità assoluta,tra scrittrice ed editore (che pubblica un libro di una analfabeta della scrittura!),non si sa chi scegliere,chi sia il più pulcinella.
Si può anche osservare che a questa femminuccia puoi pure dire che è un'analfabeta,ma che s'incazza solo se dici che è una befana.Tipica reazione letteraria,da vera scrittrice.
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Altro capitolo,stessa comicità.
Antonio D'Orrico,critico letterario del Corriere,esordisce come scrittore con "Come vendere un milione di copie e vivere felici" (sembra un film della Wertmuller..).
Qui il titolo me lo ricordo tutto intero,serve....perchè il nostro novello scrittore ha venduto un migliaio di copie.E quindi è infelice.
Non è bastato che Mondadori avesse bussato a tutte le chiese (come qualche giorno fa mi diceva uno informato dei fatti...) e trovato tutte le porte aperte,amici compresi e comprensibili nel tirargli la volata.
Nada,nessuno se lo fila.
Lui,che si è definito il critico più coraggioso e discusso critico del nostro paese,è infelice.
I colleghi che contano stan tutti zitti.Vuol dire che non han nulla da dire o che il romanzo è una ciofeca e non vogliono dirglielo? Atroce dubbio per il nostro,a cui piacerebbe saper che dicono.
E' infelice.
Ma poi opta: se non parlano,vuol dire che il romanzo è inattaccabile,un buon romanzo,anzi ottimo.
Magra consolazione,ma è già qualcosa,dei malvestiti che faccia un buon inverno...mai accaduto.
Ma resta infelice,infatti è strano,lui che come metro di giudizio di un libro ha sempre avuto il suo successo commerciale,ora pensa che lo scrittore più bravo sia quello che passa sotto silenzio.
Silenzio assenso,si dice,ma è infelice.
Si potrebe tirar in ballo la famosa volpe e l'uva,ma vediamo invece il lato positivo.
Voi,giovani aspiranti esordienti,tirate fuori i manoscritti dai cassetti e non preoccupatevi,più sarete ignorati e più avrete talento,parola di D'Orrico.
Sapete come è...ognuno di noi ha i cavalli in scuderia...oggi a te,domani a me,tanto la maggior parte di chi legge non capisce una mazza...son wuminghizzati,moccizzati, savianizzati...leggon spaparanzati sotto l'ombrellone...in piedi nel metrò..dal parrucchiere per cani....li ci si può distrarre meglio ...lumpenliteratur per lumpenproletariat...e,come diceva flaiano,i capolavori hanno i minuti contati.
C'è tutto il caseggiato,il grottesco stato dell'arte delle patrie lettere, tra querelles da sottoscala (ricordate Mondadori sì,Mondadori no),improbabili ritorni all'organicità gramsciana,io epico e tu no,e per tutti,apparire da qualunque parte e far proclami.
Periferia del basso impero.Volano solo straccetti.Le opere,un optional.
Ma quale Proust,Kafka,Joyce,Beckett,Faulkner...scherziamo,troppo pesanti,nessuno li leggerebbe oggi (l'hanno detto...),Celine? un razzista!...meglio Piperno,Genna,Moccia,Faletti,Erri de Luca,Evangelisti,Nove....meglio vampiri,tredicenni in calore,zombies,commissari di quartiere filosofi ,montalbani ...scicchitelli,strufoli,canederli..venghino,venghino...lo stile,ricerca linguistica...e chi li conosce...estrogeni,estrogeni...gonfiare i palloncini ..questo conta.
(george)



Si vive di queste fesserie,poi se riesci a leggere un libro degno di tal nome è un miracolo.
RispondiEliminaLo chiudi,se rieci a finirlo,e dopo dieci minuti non te lo ricordi già più,come i cinepanettoni che amneno non han tante pretese.
Ma la cosa più ridicola,come ha sottolineato george,è che si prendon maledettamente sul serio,specie quelli che si dan l'aria da impegnati (Nove..),credon d'essere dei grandi che sfornano capoalavori,salvo poi piangere se non vendono o se non li chiamano in televisione.
Questa melissa è una scrittorella qualsiasi,solite pompate.Lo dice pure il suo editore,bella faccia tosta pure lui però.
RispondiEliminaBel contributo alla letteratura,pubblichi un libro che già tu editore giudichi un imbroglio.
Non per lui certamente ma per ormai gli anestesizzati lettori.Prosegue l'abbassamento culturale che pare esser l'hobby di molti critici,scrittori ed editori.
sullo stile della polemica,un pietoso velo.
mbè melassa p, melassa p, sappiamo tutti dove potrebbe scrivere qualcosa... qualche ordinazione dico... ora l'hanno piantata a la7 a fare la scema con quell'altra là... come si chiama? Vichy? Petain? Laval? Bonnard? mi sembra qualcosa di meno, più o meno...
RispondiEliminaLa querelle tra lei levissima e l'editore padre del cornuto potrebbe essere anche interessante, il fatto è che lei non è una scrittrice e lui chi se l'incula?
D'Orrico è tenero come Borghezio. Thomas Bernhard diceva che ricevere un premio era come farsi cagare in testa... questo D'Orrico per ricevere un premio SI FAREBBE cagare in testa.
Ragazzi, mi sa che facciamo più letteratura noi che tutti questi tubi di scappamento. Un saluto sentito
Mi sembra che d'orrico sia lo sponsor di faletti,forse per questo ha deciso di scrivere un libro.
RispondiEliminaNon so se è vero,ma se melissa ha incamerato un milione di euro,vi saluto,mi metto a scrivere pure io.
Fai bene zorba,vai pure...
RispondiEliminaNon so se facciamo letteratura,ma almeno cerchiamo di dare un contributo per non confonder tutto nella stessa melassa.
Te lo raccomando Nove...
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