domenica 16 gennaio 2011

OSKAR KOKOSCHKA - RITRATTI

Terminiamo questo breve excursus su Kokoschka con una serie di ritratti



(conte verona)

Il quadro fa parte di quella serie di ritratti eseguiti fra il 1907 e il 1910, nei quali l’artista caratterizza i suoi personaggi con un’aggressività brutale, dominati da una forza interiore da tragedia nevrotica, della quale sono segno visibile le mani delle figure. Mani orribilmente rattrappite, innaturalmente contratte. Alle mani corrispondono gli occhi: il corpo e l’anima. Occhi fissi immobili, esaltati, bruciati dalla febbre. La personalità del modello è approfondita con inesorabile realismo psicologico. Il conte italiano, con i suoi occhi appannati e il mento sfuggente, appare comunque rappresentativo più di un certo gusto per il pittoresco che di una condizione psicologica. Il pittoresco deriva dalla bruttezza del modello, dall’incongruità della sua condizione fisica: la testa, decadente e vuota come un teschio, contrasta con le grasse e inanellate mani di uomo ricco. I suoi capelli sono accuratamente pettinati, ma la cravatta è scomposta.



(baron-viktor-von-dirsztay)


(adolf loos)




(alma mahler-kokoschka)



(alma mahler)

Divenuta vedova del grande compositore, Alma venne corteggiata da vari contendenti. Strinse quindi una breve relazione col compositore Franz Schreker, poi con l’ex medico Newyorkese del marito (di cui rigettò anche una proposta di matrimonio) e infine col biologo Paul Kammerer cui divenne assistente per alcuni mesi.
Ma quando Carl Moll commissionò all’eccentrico pittore Oskar Kokoschka un ritratto di Alma, scattò la passione per quest’uomo dalla personalità esplosiva e morbosa. Da quel momento Kokoschka ritrasse Alma in bozzetti e quadri, di cui il più famoso è senza dubbio La sposa del vento (1913).
Gli eccessi e le gelosie del pittore complicarono tutto, specie dopo aver perso prematuramente un figlio frutto della loro unione; tentò più volte di convincere Alma a sposarlo ma lei non accettò mai. Al termine del loro rapporto Kokoschka si arruolò nel reggimento austriaco, essendo scoppiata nel frattempo la Prima Guerra Mondiale, venendo successivamente ferito in battaglia.