lunedì 23 maggio 2011

ARIA FRESCA



Tanto per rifarci un po' la bocca con tre parole  dell'unico genio che l'italietta ha avuto dai tempi del Rinascimento.
Gli altri avevano solo talento.
Ora,poco anche di questo.


- Nelle aristocrazie il principe non si fa eleggere, è lui che elegge il suo popolo. In democrazia il popolo è bastonato su mandato del popolo.
È la pratica certosina dell'autoinganno.


 - Ci sono cose che devono restare inedite per le masse anche se editate. Pound o Kafka diffusi su Internet non diventano più accessibili, al contrario. Quando l'arte era ancora un fenomeno estetico, la sua destinazione era per i privati. Un Velazquez, solo un principe poteva ammirarlo. Da quando è per le plebi, l'arte è diventata decorativa, consolatoria. L'abuso d'informazione dilata l'ignoranza con l'illusione di azzerarla.
Del resto anche il facile accesso alla carne ha degradato il sesso


- È la folla come fallo, è l'errore di massa. Non l'erranza. È finita quell'erranza, il nomadismo, il pensiero. Dove c'è qualità si muore. Si tocca il filo rosso. Crepi. È cortocircuito


- Un grande artista, se davvero se ne sbatte dell'arte lasciandola a quello che è, ingloriosa defecazione, si pone per quello che è, un pericolo pubblico, un criminale. In questo senso, sono stato, sono un criminale. Ho sempre cercato il mio patibolo.
Il cemento delle teste vuote contro cui andare a disintegrarmi. Mai cercando il sociale


- I giornalisti sono impermeabili a tutto. Arrivano sul cadavere caldo, sulla partita, a teatro, sul villaggio terremotato, e hanno già il pezzo incorporato. Il mondo frana sotto i loro piedi, s'inabissa davanti ai loro taccuini, e tutto quanto per loro è intercambiabile: letame da tradurre in un preconfezionato compulsare di cazzate sulla tastiera.

- Detesto la nazionale azzurra, però lo dico. Non me ne fotte nulla del Rwanda, però lo dico. Voi no, non ve ne fotte, ma non lo dite! Non sono eroico; me ne infischio di me stesso, del governo, della politica, del teatro...

- Noi siamo nel linguaggio e il linguaggio crea dei guasti; anzi è fatto solo di buchi neri, di guasti.
È ora di cominciare a capire, a prendere confidenza con le parole. Non dico con la Parola, non col Verbo, ma con le parole; invece il linguaggio vi fotte. Vi trafora. Vi trapassa e voi non ve ne accorgete. Voi sputate su Einstein, voi sputate sul miglior Freud, sull'aldilà dei principi di piacere; voi impugnate e applaudite l'ovvio, ne avete fatto una minchia di questo ovvio, in cambio della vostra. Ma io non vi sfido: non vi vedo!


- Con Benigni siamo amici da anni. Lui è grande nel "buffo", ma lasciamo stare il "comico". I buffi sono concilianti, rallegrano la corte e le masse. Il comico che interessa a me è un'altra cosa. Cattiveria pura. Il ghigno del cadavere. Il comico è spesso involontario. Specialmente quando si sposa con il sublime.

23 commenti:

  1. Johnny,so che tu sei di parte con questo genio,più volte lo hai dimostrato,ma tutto sommato meglio esser partigiani con questa gente che con le minchiate che ti propinano dei qualsiasi quaquaraqua che si ergono a geni.

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  2. Sì,confesso,sono esageratamente,stupendamente,incrollabilmente parziale con Carmelo,gli perdono qualsiasi cosa (quasi nulla),in quest'aria ammorbata da figurine ipocrite,mi manca come l'aria pura sull'oceano o del deserto.
    Come uomo e come artista.

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  3. Ricerca ininterrotta,un sempre mettersi in causa,per la sua strada contro tutti.A proposito,quando al Costanzo Show diceva di ammirare Reina e Poggiolini,tutti i beoti presenti,in preda al furore del luogo comune,non capirono un cazzo di quanto nascondeva l'"eretica" citazione,tanto che il buon Costanzo,in nome del solito moralismo televisivo,si dissociò immediatamente.
    Quand'è che rivedremo uno come lui, che sta solo con se stesso e che parla senza mezzi fini?

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  4. L'unico genio dopo il rinascimento? Non è che esageri,Johnny?

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  5. Sì esagero,l'ho gia detto,sono innamorato di quest'uomo sempre vivo,potrei aggiungere in altri campi Caravaggio e Galilei,chi altro?

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  6. Quelle famose serate del Costanzo Show hanno messo a nudo la mediocrità e l'ipocrisia di tanta fuffa presente.Alcuni interventi del pubblico furono esilaranti per stupidità e luogo comune,Carmelo si adeguò,facendola ancor più risaltare.

    Se poi risento le interpretazioni (non recitazione),di Majakowskij,mi vengono ancora i brividi,dopo tanti anni,e io non sono un suo fan sfegatato.

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  7. E' stato detto tutto su Bene...dico solo che manca anche a me,particolarmente oggi..

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  8. "L'abuso d'informazione dilata l'ignoranza con l'illusione di azzerarla."
    Parle sante,è un continuo menarsi con " la minchia dell'ovvio"
    Non sempre l'ho capito Carmelo,ma quel poco mi è bastato,oggi che ti spiegano tutto,che tutto è alla portasta di tutti a sentir loro,non capisco un cazzo.Certamente è colpa mia.

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  9. debosciato uno23 maggio 2011 22:57

    Mettici anche questa,Johnny:

    "La coscienza è la scoperta che noi non siamo, siamo un divenire ma non siamo un essere"

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  10. Ciao deb,salutami i fiorentini,presto farò un salto...

    Beh,questo e Nietzsche,di cui Carmelo era un profondo e vero conoscitore tra le righe.

    La coscienza come centro unificatore non esiste,siamo preda dei vari istinti,impulsi che escono a seconda delle circostanze.
    Chi può sapere che succederà se si vede un individuo affogare?

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  11. Credo ti farà piacere pure questa:

    "Su questa terra ognuno di noi è un deserto senza limiti e perciò non cerchi fratellanze"

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  12. Oh,ma che c'è Firenze online,ciao lisetta,dove cavolo eri finita?
    Se non è una provocazione....va benissimo.
    Se ben ricordo,pure tu eri una fan di Carmelo,spero che non l'abbia dimenticato con tutto il tuo da fare...
    Comunque mi fa piacere risentirti,ciao e vieni più spesso.

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  13. Ma non è irrazionalismo spinto l'aforisma Bene-Nietzsche?

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  14. @simon

    Più che spinto,credo sia il normale irrazionalismo che c'è in tutti noi,dal più stupido dei vizi deleteri che non riusciamo a scrollarci di dosso alle improvvise decisioni contro ogni regola e il nostro interesse.
    E vivaddio,non è che la ragione,le varie ragioni, ci han condotto a luminosi traguardi.Solo ora ce ne rendiamo conto.

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  15. " È la folla come fallo, è l'errore di massa. Non l'erranza. È finita quell'erranza, il nomadismo, il pensiero."

    Il pensiero erratico è quello dei grandi,non sistematico e che comprende la contraddizione.

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  16. Tutti questi detti denotano un pensiero molto individualista,aristocratico,quasi al limite del reazionario.

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  17. @simon

    Se quanto detto da Carmelo è individualista,aristocratico e reazionario,ebbene pure io son tutto questo.
    Cos'è uno scandalo? Per forza bisogna essere democratici fasulli,progressisti di che non si sa e imbrancarsi da qualche parte comunque?
    Bisogna smetterla con certi miti e luoghi comuni,e comunque io ci credo poco.
    Se poi dovessi guardarmi intorno,non ci credo del tutto.

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  18. aria fresca Johnny?
    questa è aria gelida!
    mi s'è ghiacciata la barba!

    Visto che tutto s'è detto nel commentarium e nella critica di CB, direi che per chiunque abbia un po' di dimestichezza colla lingua e la letteratura in lingua italiana, le cose scritte lo stile di Carmelo anche in letteratura sono sconvolgenti. Deleuze lo appiccava ancor di più, dandogli dello 'straniero nella propria lingua', che equivale a dire d'essere rabdomante di buchi neri del linguaggio, untore di guasti al sistema-lingua, scrittore del cortocircuito. Un santo, insomma, un santo

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  19. ...e non solo,daniz,a rileggere e risentire oggi CB c'è da ghiacciarsi il cuore....

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  20. Sinceramente,non ho mai visto uno spettacolo di Bene,ma quando lo sentii da Costanzo,rimasi esterefatta dai suoi funambolismi verbali e dalla mancanza di ogni ipocrisia.Le ha cantate chiare senza tanti se o ma,infischiandosene di tutti e mandando a quel paese a brutto muso certi patetici interlocutori in platea.
    Si vedrà ancora in Tv una cosa simile?
    Non credo,oggi ci ammorbano di sermoni seriosi e ipocriti su ogni cosa,roba che si prendesse sul serio,torneremmo alla Firenze del Savonarola,una tristezza...

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  21. Non a caso quelle trasmissioni son rimaste nella storia della tv e non solo.
    E non era il successo che gli permetteva questo,lui era così anche da sconosciuto ventenne,quando probabilmente riuscì ad affascinare pure il nobel Camus che gli regalò i diritti teatrali del suo Caligola dopo averli negati a tutti i big del tempo.
    Anche questo,credo,non succederà più.

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  22. A questa bella raccolta mi limito ad aggiungere

    "Non si dà attore che non sia di là del raccontare altro dire che scrive. Di-scrive. Dunque attore e poeta sono tutt'uno. ... Chi sulla scena non è poeta non è attore"

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