mercoledì 29 giugno 2011

DUE PAROLE...

 - Sì,scrivere significa perdermi,ma tutti si perdono,perchè tutto é perdita.Però io mi perdo senza allegria,non come il fiume nella foce alla quale nacque ignaro,ma come la pozzanghera creata sulla spiaggia dall'alta marea,e la cui acqua inghiottita dalla sabbia,non tornerà più al mare.

- Guarda da lontano la vita senza mai interrogarla.

- Non l'amore,ma i suoi dintorni valgono la pena....

- Gracile come stelo di papavero mi sostiene il momento.Nulla voglio.

- Poveri fiori  nelle aiuole dei giardini regolari ! Sembra che abbiano paura della polizia....

- Niente mi soddisfa,niente mi consola,tutto mi sazia.Non voglio avere un'anima e abdicare ad essa.Desidero ciò che non desidero e abdico a ciò che non ho.Non posso essere niente e non posso essere tutto,sono il ponte di passaggio fra ciò che non ho e ciò che non voglio.

- Non ci sarà una stanchezza delle cose,di tutte le cose,come delle gambe o di un braccio?

- Vivo sempre nel presente.Non conosco il futuro,non ho più passato.L'uno mi pesa come possibilità di tutto,l'altro come la realtà di nulla.

- La letteratura,come tutta l'arte,é la confessione che la vita non basta.

- La morte é la curva della strada,morire é solo non essere visto.

- Ho principalmente di non avere nulla,dormire sarebbe sonno se lo avessi.

- Alcuni hanno un grande sogno nella vita e mancano a quel sogno.Altri non hanno nella vita nessun sogno,e mancano anche a questo.

- Il tedio...pensare senza che si pensi con la stanchezza di pensare,sentire senza che si senta,con l'angoscia del sentire.


FERNANDO PESSOA -  (Il poeta è un fingitore)