venerdì 10 giugno 2011

HEMINGWAY ANCORA FRA NOI

Se ne andò il 2 luglio del 1961.
Come Céline,cinquant'anni fa in luglio.
Papà Hem uscì di scena volontariamente,incontrando la Nera Sorella probabilmente non come avrebbe voluto, diversamente da come tante volte ce l'ha raccontata nei suoi libri che ancora ci affascinano.

E' indubbio che molta opera di H.è incentrata sulla morte,l'idea fissa che l'uomo vive solo per confrontarsi con la morte,la cui metafora (ma anche realtà) che più lo affascinò fu la corrida.La morte come opera d'arte.
 
La corrida come metafora anche della scrittura,semplice da vedere,ma che nasconde una complessità sotterranea,costruita,artistica.
Quel che si vede in superficie è grazia,semplicità d'esecuzione,sotto è fatica,esperienza,ricerca,lavoro.
Il torero come lo scrittore.
Tutta l'opera di Hem è autenticità,semplicità,schiettezza,frutto di un grande lavoro e fatica che non si vede,ma un attento lettore ne sente la forza sotterranea.
Come la parte nascosta dell'iceberg,che l'esperto riconosce e l'appassionato percepisce senza vederla.
Diceva Hem : "Se uno scrittore sa bene di cosa sta scrivendo,può omettere le cose che sa,ed il lettore può avere la sensazione di esse con la stessa forza che se lo scrittore le avesse descritte"
In polemica con Huxley,sosteneva che " La prosa è architettura non arredamento d'interni"
Uno stile semplice,ma di complicata fattura,asciutto,essenziale,che in poche frasi scolpisce un carattere,un linguaggio moderno,fulminante e oggettivo che gli venne dall'insegnamento del vice capocronista Peter Wellington, maestro di objective writing.
Ma come egli stesso ricordava : "La differenza tra giornalista e scrittore è che il primo descrive l'emozione il secondo deve suscitarla"
Insuperabile nei dialoghi,nei botta e risposta che spesso esplodono improvvisamente come fuochi artificiali dopo una pagina di discorso indiretto.
La traduzione italiana di questi dialoghi è stata spesso inadeguata nella noiosa sequela dei "disse",che nel linguaggio yankee è poco fastidiosa,ma molto lo è in italiano.
Considero Hem il vero erede di Twain e London.Sapienza linguistica istintiva e capacità narrativa.

Personalmente ritengo che l'opera più significativa per comprendere Hem sia Morte nel Pomeriggio dove, tra dettagliate descrizioni del rituale della corrida,emerge la sua vera visione del mondo e della vita.
L'altra faccia di Hem è in Fiesta,un libro che credo tutti abbiano amato,con una prosa magistrale dei capitoli 11-12-13.
Insuperabili ancor oggi i Quarantanove Racconti.
Non mi ha invece entusiasmato Il vecchio e il mare,costruito sul modello epico di Moby Dick e che molti considerano il suo capolavoro.
Il racconto è la metafora della lotta per la sopravvivenza.
La Pivano scrisse in proposito: "Hemingway sapeva che -Il vecchio e il mare- era la più bella cosa che avesse scritto in vita sua e gli pareva che potesse fare da epilogo a tutto quello che aveva imparato o aveva cercato di imparare mentre viveva e cercava di vivere"

Il vecchio Ernest se ne é andato cinquantanni fa, ma é rimasto ancora fra noi come uno dei più significativi e amati scrittori del Novecento.

26 commenti:

  1. A chi non piace Hem? Un narratore nato,capace di affascinare intere generazioni di lettori.
    Fu accusato di machismo,ma Maria e Pilar e Lady Brett sono eccezionali personaggi femminili tutt'altro che stereotipi femminili del macho.
    Era un vitalista nell'accezione più bella del termine,un amante del coraggio,delle sfide,dell'avventura e credo che quando malato si suicidò,fu proprio perchè capì che aveva ormai perso tutto questo

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  2. Credo anch'io che sotto l'apparente semplicità e naturalezza di stile ci sia una grande maestria e studio unita ad una innata capacità di raccontare.I risultati non sono sempre pregevoli (a me per esempio non è piaciuto Addio alle armi,almeno la seconda parte),ma siamo sempre ad un livello alto.
    Insomma,Hem ci ha dato molto.

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  3. I racconti sono stupendi,direi che sono un esempio ancora oggi per chi si esecita nel racconto breve.
    Ma c'è ben poco da scartare in H.

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  4. Interessante il paragone corrida-scrittura.
    In entrambi i casi movimenti del torero e prosa dello scrittore sembrano le cose più naturali e semplici possibili,ma per arrivare a questo occorre molto lavoro e fatica.
    Questa naturalezza non è spontaneità,ma è costruita.
    La dote,e lo stile,di Hem è quella di far apparire appunto la scrittura come la più naturale possibile,senza tanti abbellimenti inutili,essenziale,ma al servizio di temi tra i più complicati della vicenda umana.

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  5. Leggo che gli americani non commemoreranno questo cinquantenario.Un altro accomunato a Céline,pur per divesi motivi.
    Forse perchè si è suicidato?

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  6. debosciato uno10 giugno 2011 18:30

    Al di là di ogni merito letterario,papa Hem lo sento vicino.
    Mi piaccion le grandi bevute,l'Africa sempre più scomparsa,la corrida,le belle donne,il Palio di Siena,lo champagne....sono scorretto?
    Me ne fotto altamente,compreso il nucleare,il pil,il rating,la crisi,berlusconi,d'alema.....e tutte le altre diatribe che ogni giorno riempiono giornali e Tv.
    Se dobbiamo crepare,meglio non lasciar nulla indietro.E' impopolare,lo so,ma me ne fotto ugualmente.Dovessimo vivere come certuni predicano,allora sì che ci sarebbe da suicidarsi dalla tristezza.
    Johnny,tu mi conosci.....

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  7. Eh sì deb,purtroppo ti conosco...scherzo,pendo anch'io da quella parte,ora come non mai..anche se...pure tu mi capisci.
    A proposito,domani sarò a Firenze...

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  8. Cittadino modello,vero deb..!

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  9. Veronica o Berenike,apportatrice di vittoria,che fai diventi apportatrice di sermoni?
    Cittadino è sempre più un eufemismo per abitante eterodiretto della non polis.Mi offendi...
    Piuttosto che misure hai?

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  10. Ah,ah...fai onore al tuo nome,irrecuperabile

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  11. Vuoto a perdere...ciao

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  12. Non ho letto Morte nel pomeriggio,ma trovo superbi i 49 Racconti,credo che in America,solo i nove di salinger gli sian pari.
    Come documento,mi è piaciuto Festa Mobile,citato anche nel Candido di Sciascia.
    E' sempre un piacere leggere Hem.

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  13. A proposito del Candido di Sciascia,una lettura veramente istruttiva per comprendere,se ce ne fosse ancora bisogno,di certa ipocrisia che regna tutt'oggi nella politica (e in certi strati della società)italiana.
    Una critica ironica alla Voltaire dei dogmi delle due chiese (allora comunismo e cattolicesimo),ma più in generale a tutte le chiese.
    Da leggere

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  14. Vero,non è morto forse come avrebbe voluto,sul campo,ovverosia come un torero o un cacciatore africano magari incornato da un bufalo.
    Anche alla di quanto dichiarò :
    "..è meglio....andarsene in un bagliore di luce, che avere il corpo consunto e vecchio e le illusioni disperse".

    Anche per me in Morte nel pomeriggio c'è il vero Hemingway.

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  15. Con tutta la stima per la Pivano, non se ne accorse che Il Vecchio da mare è una stronzatina? con tutto il rispetto per Hem che di stronzi sapeva farne di grossi (data la stazza. Céline pare che in Danimarca -lo scrive in Pantomima- andava male di corpo; braccio della morte).

    Di Hem, la cosa che ho amato di più: Per chi suona la campana; ent Fiesta, eppoi un libro poco conosciuto Vero all'alba.
    Morte nel pomeriggio è splendido, è vero, troppo tecnico però.
    Bello anche Verdi colline d'Africa.
    Come disse Buk su di lui, parafresando, i critici alzavano il ditino per parlare... li aveva messi alla sbarra, arrigati.

    Hemingway è stato un massimalista, uno che non per stile ma per testa è da accomunare al nostro Gabriele d'Annunzio, ma molto più accessibile e comprensibile, anche nei gesti... fino a farsi scoppiare il cervello dopo aver cantato tutta una sera insieme colla terza moglienonmiricordopiùcommesichiama sotto una volta stellata tutta cicale e brividi...
    ma qui nessuno deve azzardarsi a dire A. Ognuno deve essere libero di finire come gli pare... tanto più che non si è liberi di non-nascere, almeno la libertà di non-vivere, è sacrosanta.

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  16. Daniz,è vero,molto tecnico Morte nel pomeriggio,(come Moby Dick),ma ci sono considerazioni generali che la dicono lunga su Hem,specie sulla morte e pure la scrittura.
    Verdi colline l'ho amato ma per ragioni extraletterarie,non credo sia la sua opera migliore.
    Vero all'alba non l'ho letto.
    Per il Vecchio e il mare,concordo in pieno,mi ha annoiato.
    Però non facciamoci ingannare da schizzinosi quali siamo,la semplicità dello stile è solo un'apparenza.E Buk se n'era accorto.
    Siamo sempre lì,certo che rispetto alla trimurti,joyce,Céline,Proust....

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  17. ...leggo in rete che la sera prima cantava :
    "« Tutti mi chiamano bionda, ma bionda io non sono: porto i capelli neri, porto i capelli neri »
    Canzone del Veneto

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  18. Lo stile semplice è una grande cosa, Johnny, specie in Hem. In questo non sono schizzinoso, però sono convinto che sarai d'accordo con me che a quella prosa manca il guizzo, la sorpresina, manca il rompighiaccio bukowskiano, manca il caffè insomma. Mi sbaglio?

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  19. No,non ti sbagli,se spingiamo il coltello fino in fondo, manca il caffè e pure il cognac,ma insomma la cena non è stata tanto male.

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  20. ...e noi siamo anche un po' sadici..ci piace girar la lama nella ferita...

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  21. Altro che sadici e schizzinosi,voi siete dei veri tagliatori di teste....
    Simpaticamente

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  22. Beh,caro doctor,la trimurti stilistica,e altri cavalieri,Beckett-Kafka-Fedor-Flaubert-Tolstoi,provocano molte stragi....

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  23. Mettiamola così, l'opera di Hem è una bellissima pista di pattinaggio dove nessuno ha mai pattinato, una lastra senza venature, senza cediglie, senza trafitture. Una pista di pattinaggio con un cuore tanto...
    Poi, scende a giocare un certo Hank colla mazza sporca di sangue e merda e i pattini a rasoio.... che corre da solo come un cavallo imbizzarrito.

    Il fatto è che Hem non era matto manco un po'.

    (vada per il simpatico tagliatore di teste)
    ciao

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  24. OT: non sapevo dove mettere questo commento, dato che nel precedente post hai tolto la sezione commenti e nel recentissimo non eri tu lo scrivente. Ho copiaincollato e linkato il tuo post sul dandy e lo snob ne Il Giardino delle Esperidi e vedo che suscita già dei dibattiti. Se poi vuoi partecipare, dato che sei l'autore, è gradita tua presenza. Ciao

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  25. Johnny è all'estero,nessun problema, e grazie a te.Ciao

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