martedì 7 giugno 2011
PETIT DÉJEUNER
- Un’avida e pacifica società, che fino ad ieri si radunava per divertirsi, ha ora scoperto che altrove ci si aduna anche per pretesti che non siano il cibo e l’amore: per l’arte e per la politica. Comunque, è necessario adunarsi, partecipare. Il mondo guarda e forse domani il giornale porterà un resoconto imparziale. E mai perdere un colpo! Gli aeroplani scaricano ogni giorno nuovi genii che bisogna ricevere, conoscere, fotografare. E che bisogna anche meravigliare con lo spettacolo della nostra saggezza e opulenza. Se arriva il poeta inglese nessuno di coloro che lo sentono nominare per la prima volta vuol mancare. Ma i più furbi sanno che i posti migliori sono vicino alla porta e se ne vanno allegramente a metà conferenza: anche la cultura ha un limite! Ma, calma: sono previsti nuovi arrivi. La politica, l’arte, la letteratura, il pensiero contemporaneo possono dormire tranquillamente: la mondanità li protegge. In un salotto scopriamo infine che in fondo a questi istruttivi giochi contemporanei si erge tuttavia, maestoso come un iceberg, l’antico buffet. Qui i convenuti depongono il loro ipocrita fervore davanti al volto impassibile dei camerieri. Non avranno mai la loro complicità”.
(Ennio Flaiano, Taccuino 1948)
- Swift: "Dei settemila scritti attualmente prodotti in questa rinomata città, prima che il sole abbia compiuto la prossima rivoluzione, non resterà l’eco di alcuno".
Un ottimista!
- "Richiuse cautamente la porta, nel cui spiraglio erano affluiti frenetici e avidi gli sguardi dei cronisti, aggrumati nel corridoio. Tra loro, rampante e schiumante come un purosangue capitato in una stalla di brocchi, era il Grande Giornalista. Dai suoi articoli, cui settimanalmente i moralisti di nessuna morale si abbeveravano, gli era venuta fama di duro, di implacabile; fama che molto serviva ad alzarne il prezzo, per chi si trovava nella necessità di comprare disattenzioni e silenzi”.
(Leonardo Sciascia, Il cavaliere e la morte)
Chi sarà mai il Grande Giornalista?Indovinate...
- “Ogni angolo del mondo è, a suo modo, un frattale, un microscopico infinito di infiniti, dove si possono trovare tutte le verità e le falsità dell’universo. La Lettonia non sfugge a questa regola generale”.
(Da "Il candidato lettone", Giulietto Chiesa)
Il ridicolo involontario di quest’uomo non cesserà mai di stupirmi.
- La libertà? E' qualcosa che si… vende. La compri, in maggiore e minore quantità, con la moneta della solitudine.
- Non è giusto sputare su tutto e su tutti: bisogna, prima, prender bene la mira.
- L’accusa di snobismo da parte di certi intellettuali condominiali, è l’arma dei risentiti, gli stessi per esempio che setacciano i libri di Calasso in cerca di errori che scalfiscano la sua fama di grande erudito.
In occasione dell'uscita di un suo libro,molto si parlò di una data imprecisa e di un avverbio latino maltradotto.
Questo misero nitpicking, il far le pulci, dietro le apparenze ostili, è pratica servile: è l’operazione che la femmina del babbuino compie sul pelo del maschio dominante.
