lunedì 11 luglio 2011

GENERAZIONE TQ (Tanti Quaquaraqua ?)

Generazione TQ,trenta-quarantenni che scrivono.Una volta c'erano i surrealisti,gli impressionisti,i futuristi...ora in mancanza di idee si va per età,fatto che basta a giustificare qualsiasi fesseria.
Hanno un manifesto,che in pratica significa"Prendiamo il potere".
Carneadi o meno,non importa.Uno slogan buono pure per i tacchini sotto Natale.
Un tempo,almeno volevano la fantasia al potere,a questi basta il potere e senza la fantasia che non hanno.Potere?
Beh,alla fine ,fategli pubblicare qualcosa da Einaudi o Bompiani,due comparsate da Fazio e la corazzata Potemkin va in demolizione,con buona pace di mastro Raimo,intellettuale di punta...ripiena.
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Com’è lo scrittore TQ? Tale e Quale gli altri
di Massimiliano Parente

Non credo possa fregare qualcosa a nessuno, in Italia e nel mondo, a parte al Sole 24Ore e a Repubblica dove sono insediate le lobby einaudiane e minimumfaxiane, ma sappiate che venerdì pomeriggio, nella sede romana della casa editrice Laterza, si sono riuniti «i giovani» scrittori più importanti della generazione TQ.
Vale a dire: dopo gli under venti, gli under trenta, gli under quaranta, la lost generation, la X generation, la generazione Zero e via via degenerando, TQ starebbe per trentenni-quarantenni, cioè quasi chiunque, perché chi aveva meno anni o troppi per rientrarci era definito un quasi TQ o un ex TQ e era lì lo stesso a parlare, quindi è TQ anche mia nonna.
Questi orribili TQ erano seduti intorno a un tavolo quadrato, molti altri TQ in piedi, accalcati intorno, altri affacciati a dei soppalchi come zombie Muppets, appesi come scimmie alle balaustre, sembrava di essere a una riunione di studenti maoisti degli anni Settanta e tutti molto fuoricorso, più Q che T, e c’era pure qualche altra testa di C infrattata, tanto erano tutti uguali.
A esordire è stato il TQ Giuseppe Antonelli, «Questa è la nostra Woodstock!», (prima farneticazione d'apertura),che rendendosi conto dell’immondo carnaio nello spazio soffocante ha preannunciato un secondo incontro in luogo più consono, «magari in un agriturismo» (seconda...).Il TQ Antonio Scurati è stato invitato «ad aprire le danze», e senza farselo ripetere le ha aperte attaccando il disco dello «stigma della generazione», anzi una serie di stigmi da suicidio: «una generazione traumatizzata ma senza traumi», «una generazione deprivata del reale in senso lacaniano», «una generazione deprivata di tutte le caratteristiche dell’esperienza vissuta», «una generazione deprivata in senso tecnico» (insomma una generazione da privatizzare..).
 Non si capisce dove sia cresciuto Scurati tra tante deprivazioni, sembrava un romanzo di Hector Malot riscritto da Nichi Vendola. Comunque una generazione, la TQ, deprivata dall’essere «passata da bolla speculativa a bolla speculativa», dove il tempo è scandito da un trionfo dell’immaginario, nel dilagare della televisione commerciale, tra maligne sottrazioni, promesse ingannevoli, bipensieri obbligati, discrasie di qua e di là, disparità ovunque, nell’illusione tradita che il benessere dovesse progredire e invece no, «ci siamo troppo alfabetizzati sul versante diagnostico»,(questa é sublime!) e tanto infine, «siamo incapaci di trovare soluzioni, l’Occidente è finito, i diritti sono sgretolati» (anche qualche altra cosa...)
Amen.
Al che il TQ conduttore Antonelli ha sintetizzato il concetto: «Ci troviamo tutti con la cucina Ikea, infatti...»(pubblicità) ,ora pure questi ce l’hanno con Ikea, non bastava quel post TQ cattolico di Giovanardi, e intanto passa la parola alla quasi TQ Federica Manzon.
La quale si domanda dove siano finiti gli intellettuali, «perché l’intellettuale si vergogna?».(mai vista una tal cosa) 
Richiamandosi a Sartre (il risveglio della mummia) perché oggi ci sono troppi esperti, «ma l’esperto può solo inventare la bomba atomica, mentre l’intellettuale può dare le soluzioni» e forse ha ragione, perché chiunque in quel momento avesse sparato un missile intelligente sulla Laterza sarebbe stato meritevole di Nobel, e invece bombardiamo Gheddafi, che al cospetto dei TQ è James Joyce.
In ogni caso, ha precisato la quasi TQ Manzon, «non ci sono più intellettuali in grado di inventare nuovi lessici, il lessico lo hanno inventato le generazioni precedenti».(appunto che ce state a fa') 
Non ci sono più intellettuali tranne uno, di cui però siccome anche l’acustica era di merda non sono riuscito a sentire il nome, così chiedo a un TQ lì vicino e mi risponde «Wollmann», non sono convinto, allora chiedo a un altro TQ e mi dice «Baumann», un altro «Barman», mentre una signora ultra TQnaria mezza sorda chiede addirittura a me e le rispondo «Batman», sarà senz’altro lui.
Quando parla il TQ Giorgio Vasta capisco che purtroppo è solo Giorgio Vasta, così pallido e chiaro e completamente calvo l’avevo preso per l’Osservatore del telefilm di fantascienza Fringe, il mio preferito, e speravo fossimo nell’universo alternativo sbagliato, però poteva essere anche il figlio dell’onnipresente Alberto Gaffi Editore in Roma, seduto vicino all’onnipresente Marco Cassini, editore di minimum fax in Rome.
...Per la cronaca il TQ Vasta ha raccontato un episodio terribile: «Tutti ricorderanno il senso di imbarazzo vissuto a Roma cinque mesi fa, durante il convegno sull’antropologia berlusconiana. Quando si è arrivati alle ultime battute dal pubblico si è alzato un signore e ha detto “sì, ma cosa dobbiamo fare?” e tutti se ne sono andati. Noi siamo qui per non ripetere questo errore».
Ci si deve insomma emendare da «questo atteggiamento autotrofo dove le intelligenze divorano se stesse dentro questa necropoli demistificante».(hai detto bene,in questo loculo non si respira)
Insomma, era tutto molto deprimente e deprivato, ho rimpianto perfino le prediche paternalistiche di Aldo Busi che mi scrive per dirmi quanto gli faccio pena quando mi vede in televisione, e a proposito di televisione ha preso la parola Nicola Lagioia, il TQ di punta di minimum fax, per domandarsi: «Perché la televisione pubblica non ci intervista mai? Vorrei dire ai miei compagni di viaggio: possiamo organizzare un gruppo di pressione, una forza contundente che finora è mancata? Questa generazione è capace di migliorare l’ecosistema in cui viviamo?». (e qui sta il punto e il pianto)
Un modello di buona televisione sarebbe la trasmissione di Baricco: «Mia zia, guardandola, ha scoperto Cechov».(bambolina in premio)
 Bel ragionamento, ma senti: per far divertire la zia di Lagioia bisogna ciucciarci tutti Baricco.
La TQ Elena Stancanelli vuole impiegare gli scrittori nella scuola pubblica, un’altra, un’autrice Fandango, la TQ sanguinetiana Gilda Policastro, accusa quelli della generazione dei Sessanta di non aver portato nulla,(lei invece cosa?) ma è così sexy che ho un’erezione inaspettata (anche Cortellessa) e continuo a fissarla incantato mentre intorno si dibatte sul ricambio generazionale mancato e sulle strutture e le sovrastrutture e la società civile eccetera eccetera, finché non ce la faccio più e cerco una exit strategy, per esempio l’uscita.
Mi sono perso cosa aveva da dire il TQ Christian Raimo, il più disperato, con la mani sulla fronte e chino su un bloc-notes di appuntini scribacchiati, ma in compenso, uscendo, ho incrociato lo sguardo mozzafiato della sorella Veronica Raimo, e lei mamma mia quant’è bella, è proprio vero che la genetica a volte non significa niente.
Invece il mio amico Mario Desiati, candidato vincente (toppato,max) allo Strega per Mondadori, non l’ho incontrato, però ho saputo che c’era, a parlare tra i TQ, gli scrivo un sms e alle dieci e mezza di sera è ancora lì, poverino, e mi risponde lapidario «Agghiacciante».
 .... Infine la morale della favola invece me la dà il deejay di Radio Rock Emilio Pappagallo, che è stato così gentile da accompagnarmi: «Sai cosa? Dopo aver sentito questi qui Berlusconi lo voterei subito».

(le aggiunte in grassetto sono nostre)

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Ci si mette pure una certa Barillari ,sul blog di Cippa Lippa Lipperini,che dopo aver esaminato i soliti problemi dell'editoria italiana,si riduce a proporre come soluzione i TQ con queste parole: ...vogliamo non solo proporre ma imporre all’attenzione dei lettori...
Già,imporre per direttiva comintern,indovinate quali libri? Magari i loro.
http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2011/07/07/publish-or-perish/

Alla fine, a guardarlo lucidamente, questo esercito di Trenta-Quarantenni assomiglia più a una sgangherata avanguardia del nulla che si trova a giocare con i mulini a vento.

Intanto l'ideologo del gruppo Raimo,occhialini e barba giusta,si esibisce sul palco del Teatro Valle con una serie di sketches politici-archeologici.Si sa,la politica aiuta anche nelle lettere.
Paleomarxismo da pizzeria in teatro okkupato.Manco il sor Capanna 40 anni fa s'era tanto inpasticcato.
Il '17 e il '68,uniti nella lotta,fa 85. Secondo la cabala napoletana,anime del purgatorio in pena.
Sopratutto per trovar circhi più vasti.Ma come,Saviano sì e noi niente?
Mastro Raimo parla di deficit come un ragioniere,deficit di democrazia,del diritto,di lavoro... magari non si accorge del suo che mette Valletta negli anni '80,e cosa ancor più grave,del deficit più importante,quello neuronico di molti intellettuali gramscianamente impegnati a far carriera.
Poi c'è la svalutazione della cultura,eh già....ma chissà mai a chi era in mano sta cultura?
Parole d'ordine in perfetto stile rosso antico: l'autocritica,vent'anni di impurezza,vittimismo,nessuno qui vuol ottenere visibilità.Dubito,dubito gente...
E ancora: principio di carità,autonarrazione del conflitto,i padri assenti,sovrastruttura....e il solito berlusca,irrinunciabile ingrediente di ogni zuppa democratica.
C'è tutto il repertorio delle guerre puniche.La letteratura? Chissenefrega! Impegno compagni,in-pegno...!
Poi dà la definizione epocale dei TQ: Lavoratori della conoscenza che fanno politica.
Brivido freddo dei metalmeccanici.
Le mignotte applaudono: lavoratrici della libidine che fanno soldi
Linguisticamente trendy,marxianamente Groucho,pateticamente Raimo..
Majakovskij aveva già capito tutto cent'anni fa,questo ancora s'arrabatta coi cocci.
Ah...!,bisogna organizzarsi compagni!,ovvio.Che fare? Che dice Lenin?
Fuori i cartelli ,c'è sempre il rischio che non capiscan come all'asilo.
Cartelli autografati con le massime dalla maestra di sostegno.Peccato aver scordato i disegni.
Perfetto stile da convegno venditori larga distribuzione
Ha pure il motto: scaltri come volpi.
Fantozzi approva e aderisce,Ferrini non capisce ma si adegua.Per Frassica é uguaglio.
Lo zar Nicola é avvertito,la pentola di Foucault é in piena ebollizione,fumo a perdita d'occhio.

Un ingenuo commentatore proletario di Minima Moralia,dopo aver visto e udito l'intervento del commissario del popolo Raimokov: (http://www.minimaetmoralia.it/?p=4630 ) :

"Non sapevo chi fosse Raimo. Per fortuna. Non si capisce una cippa. Ho visto il video e ho fatto “eh?”. Ho chiamato mia moglie le ho fatto vedere il video e ha fatto “eh?”.

Vita dura per i lavoratori della conoscenza.

(george)

17 commenti:

  1. vissi d'arte11 luglio 2011 15:36

    Non so chi fa più ridere,se tq,raimo,parente o george.
    Ma una cosa è certa,se la letteratura è a questi livelli,fa ridere pure lei.

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  2. Certamente il più comico é Raimo,sembra uno di quei venditori di lamette che una volta circolavano nelle fiere.
    Acciaio Solingen...venghino,venghino..

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  3. «ci siamo troppo alfabetizzati sul versante diagnostico»....ma si può parlar così?

    E voglion pure scrivere,e quella lipperin-bambina parla di voler imporre magari questa gente?

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  4. Roba patetica! Si parla solo di politica,basta a giustificare anche gli analfabeti letterari.

    Ma abbiam già visto questa sciagura,volete mollarcene ancora?

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  5. TQ pensavo stesse per TINQULO, davvero, anche se la primissima idea era che si trattasse di una nuova compagnia petrolifera con tanto di pompe, roba assurda. Noto con dispiacere che tra i TQ si diffonde una gergaglia di imitazione Beniana, cosa che mi ricorda un'altra porcheria che ho letto proprio oggi. Scusate la parente, apro la parente: vagavo vedovo inconsolabile dell'INVECE di Con-Cita, quando ho scoperto che in realtà l'INVECE proseguiva, anzi vi esorto alla lettura del pregevole pezzo (non dirò di cosa neppure sotto tortura). Si inizia con gli indignati iberici, movimento che pareva simpatico fino a quando non è stato contaminato dai soliti gruppi, poi si passava alle madri in lacrime, alle pantofole, i bimbi, l'occhio della madre, il montaggio analogico. La perla era quella dedicata agli attori del teatro Valle, capitanati da Iovanotti (la J non la spreco) perché è mortla la Iotti. Tali attori, scriveva Con-Cita, recitavano Pasolini, Gadda e CARMELO BENE. Cosa recitavano? Fermi tutti, C.B. forse questa volta avrebbe davvero pisciato lui, invece di demandare minzioni ai secondi. RECITARE CARMELO BENE? Ho riletto cinque volte la frase, non capivo, come si recita Carmelo Bene? Manco da morti si sembra al morto C.B., non c'è modo. Ora ritrovo tentativi di toni Beniani in questi TINQU, c'è qualcosa che non funziona, l'edizione Bompiani, letta in tralice, una intervista orecchiata (essendo tutti orecchianti, teatrali o letterari non ci si stupisce) ha dato la stura e adesso siamo sommersi. Chiudo la parente, possibilmente in convento. Il linguaggio è davvero nuovo, ancora quel burocratese da questura, tipo il tizio che definiva un tavolo da biliardo, struttura atta alla strutturazione del gioco del biliardo (sentita con queste orecchie, volevo trafiggerle ma Bosch mi aveva preceduto). In questo caso più di manc del mancare c'è del minc del minchiare...

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  6. Anche ignoranti!!!! Carmelo non recitava,aborriva il re-citare,citare la cosa e cioé per l'ennesima volta il testo stradetto.
    Ma che vuoi pretendere da questi mentecatti,pensa un po' a iovanotti che cazzo c'entra con la cultura,il teatro...non parliamo poi della casalinga passepartot Con-cita,una citazione comica.
    Ma hai visto i video? Roba da Père Ubu,ma non quello di Jarry,quello involontario di Moretti Nanni...
    Nel manque ci siamo noi,ci sentiamo mancare a ste minchiate,appunto.
    Ecco perchè amo tanto gli animali,non ce n'è uno idiota,come dice johnny.

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  7. Complimenti ad Antonio per il divertente commento e a george per il post.
    Il velleitarismo in nome di un'elemosina mediatica di certa gente é vomitevole.Hanno imparato a piangere da santoro e soci.
    Vogliono la carità per diritto,in gruppo naturalmente.
    il video è patetico,sembrava di stare ad un'assemblea sessantottina,mai concluso un cazzo.Ma quelli erano giovani e rompevano un mondo,questi più di rompere e rompersi i coglioni non fanno.Ho pure letto qualcosa di questi geni.Archeologia.

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  8. L'ho letto io il seguito dell'Invece della Bollita.
    Filo rosso.Cammina tra gli indignati col barboncino firmato,poi con toni da libro cuore scambia il Valle per la Sala della pallacorda.
    Riunione di sfigati e milionari che si felicitano di non esser tra quelli.

    http://www.teatrovalleoccupato.it/wp-content/uploads/2011/07/concita-de-gregorio-unità.pdf

    Certo che la retorica non manca,speriamo nei Cinesi...

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  9. Perfetto,Tutti quaquaraqua....senza interrogativo.
    Fa il paio con le bambine di Siena,pensate un po',la Turco,Bindi...i brividi...

    Io spero che il berlusca se ne vada,voglio vedere che fine farà tutta questa gente..

    Il paese di pulcinella,ce ne sono dappertutto politici in testa,ma la più grossa concentrazione é tra i cosidetti artisti,i più grandi ipocriti mai visto,fa pure rima...

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  10. Sì,sì...voglio che il Caimano non abbia più acqua...chissà quanti disoccupati e presunti artisti che scoppieranno come bolle di sapone.
    Questo è stato il miglior periodo per i quaquaraqua,bastava dire Silvio é un piorco,ed eri già Baudelaire.

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  11. Ma che vi devo dire signori miei et signore, che dire. Meraviglia/no, stupore/no, atterrito/non più che c'è assuefazione. Raimo, oh, senza parole.
    Guinzaglio alla letteratura, enterite culturale.

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  12. I video me li ero persi, George, ma sono stati istruttivi, non sapevo che Papaleo (boh) o Orlando (quello che faceva Emilio? Why peccché?") fossero considerati attori di primo livello (a meno che non si voglia intendere come "attori di primo livello" il garzoncello da hotel anni '30 che, con berrettino rubato alla scimmia danzerina, segnalava l'arrivo al piano...allora in quel caso attori, ma solo nel senso di agire e non l'altro beninano...), ma se Iovanna Iovanotti è una punta di diamante della cultura, pure i signori detti prima non scherzano, poi ho visto Camomilleri con le sue solite lezioni alla nicotina e denti gialli -uno che ha tentato di sfasciare Sciascia spacciandosi per suo amico, già basta a capire- e hanno coinvolto quella stanca, confusa, simpatica donna e un tempo certo attrice della Valeri, ma le si può perdonare lo scivolare, pure Totò negli ultimi anni, per la comprensibile smania di essere rivalutato dalla critica, si mise ad appoggiare cose un po' assurde. Sul Recitare era proprio quello che mi ha fatto sgranare tanto di occhi, dico "recitare Carmelo Bene" è il segno stesso che si ignora tutto di C. B. Se si vuole vedere un C. B. che parla di teatri in smantellamento c'è un ottima intervista nel Teatro Massimo
    http://www.youtube.com/watch?v=PDz4m2NIUl8

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  13. Ovviamente intendevo Beniano e non beninano, non vorrei si pensasse che abbia voluto storpiare il nome di C.B., giammai.

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  14. Anto',te devi vedere il video del comizio di Raimo su minima moralia,'na sciccheria!

    Carmelo:"Torno al teatro perchè altri smettano"
    De profundis.
    Ah...se fosse ancora qui...che goduria con queste figurine del Valle!

    @discepolo

    Che te devo di' pure io?
    Stiamo al dopofrutta.
    La lettera(tura) di Totò e Peppino pare nu babà a petto de 'ste narrazioni de Raimo.
    Parafrasando quello,che me perdonerà:
    "se sta come ner Valle,sul cesso le budella",
    a proposito di enteriti cul-turali.

    Ve saluto guaglio'

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  15. Comizio visto e ascoltato, mi sono pure ricordato che Minima und/vel/aut/et/e/&/Moralia è tra i link che in teoria visito, in realtà di tutta la lista visiterò 4 o 5 massimo, gli altri servono per confondere le acque... Visti i gustosi commenti che ho trovato sopra quel sito ci andrò con regolarità, magari evito di leggere i post e guardare i filmati e mi fiondo direttamente tra le voci vive e le pernacchie, senza dimenticare le stizzite risposte di qualche tenutario del centro messaggi ivi collocato.

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  16. Aggiungo: Raimo... chi? eh?
    Però a tutto tondo, lavoratori della conoscenza che fanno politica. Illuminante il video.

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  17. Minima moralia é un blog di Minimunfax editore ,che ha in portafoglio alcuni TQ e presente al Valle.
    Adorno,titolare del copyright,accostato a certi nomi,pare che si stia rivoltando nella cassa.
    Raimo mi ricorda Strelnikov e il dottor Zivago.
    Per il resto,cito Arbore,siamo al cacao meravigliao...

    Saluti ragazzi

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