lunedì 18 luglio 2011

IL LATO OSCURO DI TOCQUEVILLE

In tema (molto attuale) di "guerre democratiche" ,é uscito recentemente un libro illuminante sull'argomento e su alcuni aspetti del pensiero di uno dei campioni della democrazia e del liberalismo,Alexis De Tocqueville,dove diventa alquanto complicato coniugare democrazia e libertà,a meno che non sia in gioco l'interesse del suo paese,in questo caso la Francia.

Domenico Letterio - "Tocqueville ad Algeri" - Il Mulino.

Tra il 1830 e il 1847 l’esercito francese combatté in Algeria una dura guerra di conquista, che portò alla fondazione di una delle più grandi colonie europee. Tra i testimoni della vicenda vi fu Alexis de Toocqueville.
I suoi epistolari, gli articoli e i rapporti parlamentari, frutto di due lunghi viaggi nel paese nordafricano e dello straniante incontro con gli arabi, rivelano un giovane deputato desideroso di partecipare in prima linea alla progettazione delle fondamenta istituzionali del nuovo insediamento.
Ne risulta un Toqueville inedito, interessato alla prassi prima che alla teoria della politica, un fervente colonialista in apparenza lontano dall’intellettuale pacato della «Democrazia in America».


Alcuni stralci

- Qualunque popolo che si ritiri spontaneamente all'inteno dei suoi antichi confini,proclama che i bei tempi della sua storia sono finiti.
(cioè,avanti tutta col colonialismo...lo spazio vitale...esportare la democrazia...)

- Ho spesso sentito in Francia ritenere criminale che si brucino i raccolti,che si vuotino i silos,che ci si impaderinisca di uomini disarmati,delle donne e dei bambini.Queste a mio parere sono delle necessità spiacevoli,ma alle quali  ogni popolo che voglia far la guerra agli arabi  é obbligato a sottomettersi.
Stiamo conducendo il conflitto in maniera barbara e feroce ma punire le tribù è inevitabile
(Traduzione.La conquista coloniale più che con la democrazia si fa con  fucili e cannoni)

- Credo che il diritto di guerra ci autorizzi a devastare il paese,e che lo dobbiamo fare sia distruggendo le messi al momento del raccolto,sia facendo quelle rapide incursioni cui vien dato il nome di razzie,il cui obiettivo é impadronirsi degli uomini e del bestiame.

(Addebitando l'arretratezza algerina alla religione islamica,Tocqueville auspica una completa francesizzazione dell'Ageria,inviando coloni ed espropriando le terre ad arabi e berberi.Rimpiazzare gli antichi abitanti» con la «razza conquistatrice)

In genere sono contrario alle misure violente,ma devo riconoscere che qui non é possibile trarre vantaggio dal suolo che circonda Algeri se non per mezzo di simili misure..

(Il nostro Alexis in America esaltava l'uguaglianza degli uomini,in Algeria sembra far parecchie eccezioni,sopratutto per gli interessi francesi.I famosi due pesi due misure tanto cari ai democratici vintage.)

- Non abbiamo alcun dovere di lasciare che i nostri sudditi musulmani si facciano un'idea esagerata della loro importanza,nè si debbano persuadere che noi siamo obbligati a trattarli in qualsiasi circostanza come se fossero nostri concittadini e nostri eguali.

http://archiviostorico.corriere.it/2011/luglio/12/Tocqueville_Corano_rovina_degli_arabi_co_9_110712038.shtml

In virtù della superiorità della artiglieria francese, la guerra sarebbe dovuta durare pochi giorni.
E forse sarebbe stato così, se ad opporsi ai francesi non fossero stati anche, i "beduini".
I francesi si proponevano come «liberatori» dalla colonizzazione turca.
L' Algeria cessò di essere una «terra liberata» e diventò una colonia francese.
Non vi ricorda qualcosa di più attuale...?

Non c'è che dire,l'era un bel democratico a corrente alternata il nostro Alexis!
Ma pure Jean Jaques non scherzava!

(george)

7 commenti:

  1. mad max ha detto...
    E' una storia che continua il voler esportare democrazia e civiltà,con esiti sesso infausti.
    Nel caso islamico poi,é un'impresa disperata esportare una democrazia che é in netto contrasto con ogni loro tradizione storica,senza voler contare la religione.
    Per me è un non senso.

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  2. Sotto l'esportazione della democrazia quasi sempre si celano ben altri interessi.
    Invece di far gli esportatori,sarebbe meglio che mettessimo un po' a punto la nostra,sempre più malata e somigliante ad una dittatura di fatto,o nel migliore dei casi,alquanto manipolata.

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  3. Ci sarebbe molto da diffidare su certi campioni della democrazia che amano l'umanità e poi abbandonano i figli in un istituto,vero Jean Jaques Rousseau?
    Questa discrasia é spesso presente,anche ai nostri giorni.

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  4. Aggiornata al tempo e al luogo,assomiglia molto a quanto sta succedendo in Libia.

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  5. Sarà anche un po' paraculo Mieli in altre circostanze, ma nella Storia difficile beccarlo: sul Corriere non distrugge, apparentemente, il democratico Tocqueville, ma ce lo presenta su un piatto d'argento perché noi si possa, sfilettando sfilettando, tirar fuori l'indegna lisca dell'Alexis. (Grazie a George per l'ottimo sfilettamento)

    Hellzapoppin

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  6. HELZ

    Tutt'altro che distruggerlo! Io credo che Mieli non possa che apprezzarlo molto più di quanto fa sul Corrierone,ma con queste icone della democrazia é sempre meglio mettersi un po' di traverso.
    Certo io ho enfatizzato(dopo aver ben sfilettato come tu dici,e ti ringrazio)la lisca che quasi sempre ti resta poi in gola se non la levi,come spesso accade a certi avidi ingozzatori di democrazia.
    Penso anche all'altra icona di Jean Jaques,questo molto più paraculo di Alexis,e che a ben sezionarlo e togliere le lische ,mi sembra un un bell'esemplare di antidemocratico tout court e precursore involontario di certi autoritarismi,nonchè del buonismo dell'incolpevole selvaggio oppresso dalla società,antesignano di certo futuro chiagnefotte.
    ciao

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  7. @laura

    Già,sarebbe meglio che si dedicassero alla nostra di democrazia,se la trovano ancora...

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