martedì 19 luglio 2011

MAMMA LI TURCHI! POVERO CARMELO!

La mattina di venerdì 15 luglio, alle 11,Santa Cesarea,Lecce.

Un doloroso sit in, per i motivi che hanno condotto l’attore Simone Franco e il pittore Orodè Deoro a convocarlo.

Viene messa all’asta per un secondo tentativo da 285.000 euro (contro il mezzo miliardo del primo ) la stessa casetta paterna cui Carmelo Bene dedica l’incipit di Nostra Signora dei turchi.
E’ una descrizione al negativo, definisce la sua dimora attraverso quella, altrui, che le stava accanto.

"Attiguo a casa sua stava un palazzo moresco, denunciato dal salmastro, orientale, come un riflesso sbiadito. Scrostato sotto le volte degli archi e sulle cupole.
Abitato l’inverno da Cristiani comodi che nell’estate pagana cedevano le due ali sul mare per non morire di fame. Proclamato la fine lo stato d’assedio, quel palazzo sarebbe diventato il quartier generale dei Turchi che di tra le viole del cielo assolato avevano ammainato le mezzelune."

La casa-museo di Carmelo é a pochi metri dalla bellissima Villa Sticchi, ,creazione dell’eclettismo otto-novecentesco, in stile moresco, quasi uno sfottò-omaggio architettonico alle popolazioni che un tempo a quelle stesse coste facevano tanta paura.

Già due stanze della casa sono state cedute per 50.000 euro: erano quelle in cui viveva Maria Luisa, sorella di Bene, costretta poi a trasferirsi nella parte della stessa dimora in cui aveva raccolto e organizzato tutto il materiale in suo possesso che riguardasse l’attività artistica del fratello.
L’urgenza è dettata da una sentenza di risarcimento pronunciata dal Tribunale di Lecce: 200.000 euro di debito, contratti per una casa di Fregene.
E il Comune di Santa Cesarea o la Provincia di Lecce?E la regione Puglia? E il giullare delle narrazioni, il suo poetastro presidente che sempre si appella alla cultura come risorsa del paese e spende soldi a destra e sinistra per i suoi viaggi propagandistici? Che fanno costoro? Nulla finora.
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La voce dei due artisti Franco e Deoro è unanime:

Dobbiamo bloccare la vendita del resto dell’abitazione, vero e proprio museo di Carmelo Bene, custodito dalla sorella Maria Luisa che, dopo aver dedicato la sua vita al fratello, non reggerebbe di fronte a un eventuale sfratto.

Carmelo sta morendo un’altra volta e in questo caso sì, certamemente, per mano altrui.
E per una violenza più forte della più truce delle morti fisiche: la perdita della sua memoria.
Che fine faranno infatti le carte,le foto,i premi,i disegni....le mura di questa casa?
Già per una precedente querelle tra due eredi,un enorme mole di materiale cartaceo e audiovisivo era bloccato (lo é ancora,credo) da qualche parte a Torino,sottratto quindi alla vista di appassionati e studiosi.
Ora,quest'altra cafonata delle istituzioni alla sua memoria.

“I turchi, incuranti di Nostra Signora, hanno fatto carriera”.
E’ una frase sublime che un visitatore di Facebook ha lasciato sulla bacheca dedicata all’evento di venerdì. Come sempre in questo paese di macchiette.
Dunque venerdì il vero grido, davanti a un sindaco di Santa Cesarea che ha già fatto orecchie da politico, alle richieste di soccorso del popolo superstite di Bene, non sarà più Mamma li turchi!”, ma quello, tanto più doloroso e appropriato di “Mamma li tirchi!”.

Dovevamo scrivere queste note per l'affetto che sempre ci legherà a Carmelo,ma in fondo questo paese non si merita il genio di Bene,nè lui,da vivo e da morto, si merita questo paese che incoraggia solo i mediocri.

Quindi,nonostante il dolore e la rabbia,vada tutto al macero,si venda la casa magari a qualche portaborse politico come ultimo omaggio alla stupidità, e vadano pure a farsi fottere Comune,Provincia,Regione e tutta la  Repubblica dei pulcinella.

La vera casa di Carmelo è nel cuore di tutti i suoi estimatori,di quelli che l'hanno amato per il suo geniale lavoro e la sua costante  irriverenza verso il conformismo culturale di allora e di oggi.
Da lì,nessuno lo sfratterà mai.

6 commenti:

  1. Il bello è che finanziano cani e porci,il gay pride,la fiera dei carciofi,i madonnari,certe mostre da risate,senza contare gli sprechi di Niki Banana nella sua regione.

    Ma sì,forse é meglio che ci facciano una pizzeria nella casa di Bene,magari daranno il suo nome pure ad una pizza,pizza carmelo.
    A questi fessi non deve rimanere nulla di lui,noi possiamo purtroppo anche farne a meno.
    Lui vive altrove,dentro di noi.

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  2. Meglio dare una montagna dei nostri soldi a tutta quella mafia di giullari televisivi o alle migliaia di festivals di accattoni che infestano l'estate del bel paese,si fa per dire.

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  3. Sono d'accordo,lode a chi tenta di bloccare questa vendita,ma alla fine facciano quello che vogliono.Non si meritano nulla,ignoranti erano e resteranno.
    spero che almeno la sorella trovi un posto dove andare.
    Sempre grande Carmelo!

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  4. Fosse stato in un altro paese,le istituzioni culturali avrebbero pure comprato il palazzo moresco,altro che vendita...

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  5. che tristezza...

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  6. Manca la memoria. Ma sul serio. E' un problema tutto nostro, a ricordare le fesserie son bravi, loro.

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