(stralcio)
- Lei è tanto rincoglionito,professor Y che bisogna stare a spiegarle tutto!...adesso le metto i punti sugli i!..ascolti bene quello che dichiaro: gli scrittori di oggi non sanno ancora che esiste il Cinema!...e che il cinema ha reso il loro modo di scrivere ridicolo e inutile...perorevole e vano!...
- Come?come?
- Dato che i loro romanzi,tutti i loro romanzi,ci guadagnerebbero un sacco,ci guadagnerebbero tutto,se fossero girati da un cineasta...i loro romanzi sono soltanto sceneggiature,più o meno commerciali,a corto di cineasti!....il Cinema ci ha avuto quello che manca ai loro romanzi: il movimento,i paesaggi,il pittoresco,le belle berte,senza veli,senza peli,i Tarzan,gli efebi,i leoni,i giochi da circo che sembrano veri! i giochi d'alcova che fan dannare! la psicologia!..delitti fin che vuoi...orge di viaggi! come esserci! tutte cose che questo povero tondiculo di scrittore può solo indicare!...smergolare ficcandole nei suoi compitini! che poi si fa odiare dai clienti!...non é all'altezza! per quanto patacca si dimostri! per quanto si ci accanisca! é surclassato mille!...mille volte!
- Ma allora secondo lei,al romanziere che cosa gli resta?
. Tutta la massa dei ritardati mentali....la massa amorfa...quella che non legge neanche il giornale...che va appena al cinema...
- Quella lì,può leggerlo il romanzo patacca?
- E come!...sopratutto al cesso,tò!...qui trova un momento per pensare!...che é costretta ad occupare in qualche modo!...
traduzione: Gianni Celati
Trovo alquanto attuale questo stralcio....del 1955
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"Il nostro professor Y, come mille altri, laureati, docenti, cogli occhiali, senza occhiali, ci aveva un monoscritto 'in lettura'...non sono più romanzi quelli che pubblicano, ma tanti compitini!... compitini sarcastici, compitini archeologici, compitini proustici, compitini senza capo né coda, compitini! compitini nobelici... compitini anti-antirazzistici! compitini per piccoli premi! per grandi premi!...".
Celine dà così sfogo nelle pagine violente di questo suo romanzo-pamphlet a un delirio, o se si preferisce, a una festa verbale dai toni tipici dell'invettiva, orchestrata dentro lo scenario di un'umanità impietosa e di una visione catastrofica della storia.
Nella fattispecie, Céline finge di concedere un'intervista all'immaginario professor Y sul perché non si vendano più i suoi libri, intervista sollecitata dal suo editore e che si trasforma inevitabilmente in un frenetico, sincopato soliloquio.
Sinché il professor Y, stremato e ubriacato dal fiotto di invettive di Céline, sviene, stramazza, cerca scampo...
Pur acclamato in un recente passato come il più grande scrittore di Francia, il dopoguerra trova Céline isolato, abbandonato a sé stesso e ignorato. E Gallimard, il suo editore, gli fa notare che, d’altra parte, lui mica è uno che sta al gioco. Se l’è cercata, insomma.
Stare al gioco. Al Louis-Ferdinand mica serve molto per capire cosa significhi.
Il valore di un autore non è dato dalla qualità dei suoi scritti, piuttosto dalla proiezione dello stesso utilizzata dai media per intortare il pubblico… e se quelli non ti si filano, sei bell’e che fregato.
La priorità è quindi entrare in squadra, apparire, disquisire, dir la propria sempre e ovunque, a proposito o a sproposito. Insomma, è tempo per lui di trovarsi un posticino sul Grande Carrozzone degli aspiranti al Goncourt.
Da dove cominciare? La televisione? Col grugnone che si ritrova, manco a pensarci. La radio? Ci vuol la voce. La stampa? Ancora ancora, sui giornali potrebbe farci la sua porca figura… e allora, in assenza di alternative, ecco la soluzione: una bella intervista, che di certo rassicurerebbe l’editore circa la sua buona volontà! Tutto ciò di cui abbisogna è qualcuno che gliela faccia
Un testo spassoso, in cui Céline, che al cinema ha rubato tutti i trucchi e che nelle proprie pagine ha saputo ricreare l’emozione della lingua parlata, elenca al lettore tutte le ragioni per cui meriterebbe di esser stimato e rivalutato
anche - http://ettorefobo.blogspot.com/2010/08/colloqui-con-il-professor-y-louis.html
Celine dà così sfogo nelle pagine violente di questo suo romanzo-pamphlet a un delirio, o se si preferisce, a una festa verbale dai toni tipici dell'invettiva, orchestrata dentro lo scenario di un'umanità impietosa e di una visione catastrofica della storia.
Nella fattispecie, Céline finge di concedere un'intervista all'immaginario professor Y sul perché non si vendano più i suoi libri, intervista sollecitata dal suo editore e che si trasforma inevitabilmente in un frenetico, sincopato soliloquio.
Sinché il professor Y, stremato e ubriacato dal fiotto di invettive di Céline, sviene, stramazza, cerca scampo...
Pur acclamato in un recente passato come il più grande scrittore di Francia, il dopoguerra trova Céline isolato, abbandonato a sé stesso e ignorato. E Gallimard, il suo editore, gli fa notare che, d’altra parte, lui mica è uno che sta al gioco. Se l’è cercata, insomma.
Stare al gioco. Al Louis-Ferdinand mica serve molto per capire cosa significhi.
Il valore di un autore non è dato dalla qualità dei suoi scritti, piuttosto dalla proiezione dello stesso utilizzata dai media per intortare il pubblico… e se quelli non ti si filano, sei bell’e che fregato.
La priorità è quindi entrare in squadra, apparire, disquisire, dir la propria sempre e ovunque, a proposito o a sproposito. Insomma, è tempo per lui di trovarsi un posticino sul Grande Carrozzone degli aspiranti al Goncourt.
Da dove cominciare? La televisione? Col grugnone che si ritrova, manco a pensarci. La radio? Ci vuol la voce. La stampa? Ancora ancora, sui giornali potrebbe farci la sua porca figura… e allora, in assenza di alternative, ecco la soluzione: una bella intervista, che di certo rassicurerebbe l’editore circa la sua buona volontà! Tutto ciò di cui abbisogna è qualcuno che gliela faccia
Un testo spassoso, in cui Céline, che al cinema ha rubato tutti i trucchi e che nelle proprie pagine ha saputo ricreare l’emozione della lingua parlata, elenca al lettore tutte le ragioni per cui meriterebbe di esser stimato e rivalutato
anche - http://ettorefobo.blogspot.com/2010/08/colloqui-con-il-professor-y-louis.html


Questo libro é spassosissimo,ma anche triste in fondo,rispecchia le difficoltà di LFC ostracizzato da tutto l'ambiente letterario e non solo.
RispondiEliminaSe queste osservazioni sugli scrittori erano vere mezzo secolo fa,immaginatevi ora....molti quando scrivono pensano all'eventuale film..
RispondiEliminaEffettivamente lo stralcio pare scritto ieri,tantoé attuale.Céline era uno scrittore vero nella penna e nell'anima e non aveva paura di buttar giù carichi pesanti.
RispondiEliminaQuest'estate ho letto Morte a credito,è un libro strepitoso specie nella prima parte in Francia,e forse mi é piaciuto più del Viaggio.Lo stile é diverso,ma si riconosce sempre la zampata del leone.Il fatto é che non si perde mai nelle sciocchezzuole tanto di moda oggi,va al nocciolo delle cose.Un grande!
RispondiEliminaCome oggi,tanti compitini..
RispondiEliminaChe dire ormai di LFC? Mica le solite fesserie di moda,la solita zuppa balneare e velleitaria di tanta attuale letteatura!
RispondiEliminaLui va proprio al termine della notte,non si ferma sul baratro,ci si tuffa dentro.
Ho letto "Les Entretiens..." in lingua originale e ogni tanto bisognerebbe anche tessere un elogio per i poveri traduttori. Dato che tradurre Céline con tutti quei termini in argot non è affatto facile. Bentornato e ciao!
RispondiEliminaI traduttori da elogiare,a mio avviso,sono Ernesto Ferrero per il Viaggio (Corbaccio 1993) e Giuseppe Guglielmi per Morte a credito,Progresso, Pantomima per un’altra volta, Normance, Nord, Da un castello all’altro e Rigodon.
RispondiEliminaPer inciso credo che sia il miglior traduttore italiano di LFC.
A loro giustamente un plauso,ma comunque nella traduzione si perde molto,perchè certe espressioni sono quasi intraducibili e ci vuole una fantasia da poeta o scrittore per la miglior resa.
Datate le traduzioni di Giorgio Caproni,pur essendo lui poeta,che però ha onestamente ammesso: "Ora, troppe in me sono le insoddisfazioni che offuscano il ricordo di quell’atto temerario, perché io non sia tentato, ogni qualvolta ripenso al mio doppiaggio, di rifar tutto da capo."
Si trattava di Morte a credito,molto più difficile da tradurre del Viaggio,data l'evoluzione stilistica verso il Céline maturo.
Entretiens avec le professeur Y,tradotto nell'edizione qui presente (Einaudi) da Celati e Gabellone,devo dire che non mi soddisfa molto comparandola col testo originale.Non é scadente,ma si poteva far meglio.
Comunque per i suoi traduttori non è una passeggiata.
Mai che facciate un esempio: ditemene uno, due, cinque, sette termini in argot difficili da tradurre. Ogni tanto, si può ragionar sul concreto?
RispondiElimina(Etabeta)
Il discorso perfetto di Celine non può che ricordarmi quando CB indicava il suo teatro "per la televisione" (Riccardo III ad esempio) come l'esempio di teatro filmato, in contrapposizione alla classica ripresa della azione teatrale che risulta stanca e debole a meno che, straordinariamente, tu non abbia un Eduardo che recita Eduardo (ma è come avere Shakespeare che recita Shakespeare), passato lui, le riprese piatte da spettatore col collo bloccato distruggono ogni senso.
RispondiElimina@etabeta
RispondiEliminavabbè,facciamo gli esempi,magari relativi allo stralcio del post:
- "ce pauvre peigne-cul d'écrivain",tradotto in: questo povero tondiculo di scrittore.Peigne é pettine in francese.E' ovvio che non é affatto facile trovare una traduzione per l'espressine letterale scrittore culo a pettine.
- idem per "...ahaner plein ses pensums",tradotto con ;smergolare ficcandole nei suoi compitini!
Beh,questo prova u po' a tradurlo tu se ci riesci!
- "Celle-là peut lire le roman chromo?...",tradotto con: Quella lì,può leggerlo il romanzo patacca?
Letterale:romanzo cromato.Patacca da un senso approssimato,uno tra i tanti,io avrei tradotto con ciofeca...
come per esempio: "...péroreuse et vaine",tradotto da Celati in perorevole,che non trovo appropriato.Pérorer,significa perorare ma anche pontificare,e pèrororaison anche discorso pomposo.Nel nostro contesto,forse si adattavano più questi significati.
da MORTE A CREDITO
"La mère Vitruve tape mes romans. Elle m’est attachée. «Écoute! que je lui fais, chère daronne, c’est la dernière fois que je t’engueule!… Si tu ne retrouves pas ma Légende, tu peux dire que c’est la fin, que c’est le bout de notre amitié. Plus de collaboration confiante!… Plus de rassis!… Fini le tutu!… Plus d’haricots!…".
come restituire insieme il senso alimentare pressoché ovvio (Rassis = pain rassis, tutu = vin, haricots = …haricots,fagiolo) e il senso erotico-osceno (Rassis = masturbazione, tutu = culetto, haricot = clitoride)?
- uno tra i tanti: "tombé du camion",letteralmente significa "caduto dal camion", ma anche
rubato;
Altri temini argot: mec (uomo),nib apocope di nibergue (rien, non),cleb cane.....
Credo che basti per dare solo una pallida idea di come non sia affatto facile rendere al lettore italiano non solo una traduzione il più possibile aderente al gioco celiniano,ma anche a quanto percepito dal lettore di lingua madre.
@antonio sabino
RispondiEliminaInteressante e pertinente questo paragone Cèline-Carmelo,due grandi innovatori stilistici,basta pensare a quello che Carmelo ha tentato di fare per rinnovare il linguaggio cinematografico,per non parlare ovviamente di quello teatrale.
Considero Bene,un grande stilista come LFC,due inventori di linguaggio,solo così può si può dar significato all'arte
Cèline, Carmelo. Due per cui la parola artista non è vergognosa. Un saluto.
RispondiEliminache ridere johnny doe: tutte le citazioni argotiche di Morte a credito trafugate qui (http://lf-celine.blogspot.com/search/label/Caproni) senza avvisare. e chissà dove avrà preso le prime.
RispondiEliminami sa che io tradurrei "Il sito patacca"
oppure "il sito ciofeca"
resta sempre il vostro sito, a prescindere, niente paura non ve lo tocca nessuno
@johnny doe
RispondiEliminaBelli gli esempi, da Settimana enigmistica d'altissimo livello, non scherzo. Ma andare sul semplice talvolta premia, i traduttori dovrebbero saperlo.
Peigne-cul? Va bene leccaculo se in francese peigner vale pettinare ma anche lisciare e leccare. Forse leccaculo al Nostro embrava già inflazionato.
Ahaner plein? Inchiappettare, direi o similia.
Romanzo patacca? Ottima la patacca per un certo romanzo, come per una moneta di piombo dorata o cromata. Benissimo ciofeca.
Peroreuse? Per me è: patetica e anche , volendo, piagnucolosa e questuante
Sull'alimentare-erotico non mi raccapezzo. Se dico suce ma bitte, va bene. Ma suce mon haricot? Forse un francese su 10.000 ci arriverebbe. Figurarsi i nostri poveri traduttori!
Rassis-Onan non conoscevo e tutu-popò nemmeno. C'è sempre da imparare.
Qualche tempo fa, in una colonia francese, impazzivo a capire se qualcuno diceva bleubitte, tireur au cul, enfoiré (mec e nib m'erano già familiari).
etabeta
Guarda etabeta che nemmeno johnny doe si raccapezza, millanta, scopiazza e millanta. Vatti a vedere il link che ho postato. ci trovi tutto, anche i commenti di Caproni copia-incollati.
RispondiElimina@il berto
RispondiEliminaSei troppo suscettibile o sei un enfoiré?
etabeta
@il berto
RispondiEliminaGli esempi sul testo del Colloquio col profesor Y non son tratti da nessuno,se non dal testo originale.Ti sfido a provare il contrario.
- le citazioni da Morte a credito non sono tratte dal blog di Andrea Lombardi,ma da altro sito,coglione,ma da;
http://iltemporitrovato.splinder.com/tag/giorgio+caproni
Ma anche se fosse,ne sarei onorato,etabeta chiedeva un esempio e questo era il punto.
Mica si copia un saggio,ma le perplessità di un traduttore stesso in merito alla difficoltà di traduzione.
- Se poi ti rode qualche altra cosa,come é probabile,sono cazzi tuoi.
@etabeta
i tuoi suggerimenti non sono male.Io avrei tradotto peroreuse con ruffiano,a proposito di discorso pomposo,retorico,ma pure piagnucoloso ci sta.
Haricot,fagiolo,metaforicamente può certo stare per clitoride.
Insomma,il discorso generale era quello della difficoltà di traduzione,peraltro accennato dallo stesso Caproni
Per i vari berti,bertoldi e bertoldini del menga,questo é il testo originale del post:
RispondiElimina---------------
«Vous êtes tellement abruti Professeur Y que faut tout vous
expliquer !... je vais vous mettre les points sur les i ! écoutez bien ce que
je vous annonce : les écrivains d'aujourd'hui ne savent pas encore
que le cinéma existe !... et que le cinéma a rendu leur façon d'écrire
ridicule et inutile... péroreuse et vaine !...
- Comment? comment?
- Parce que leurs romans, tous leurs romans gagneraient
beaucoup, gagneraient tout, à être repris par un cinéaste... leurs
romans ne sont plus que des scénarios, plus ou moins commerciaux, en
mal de cinéastes !... le cinéma a pour lui tout ce qui manque à leurs
romans : le mouvement, les paysages, le pittoresque, les belles poupées,
à poil, sans poil, les Tarzan, les éphèbes, les lions, les jeux du Cirque à
s'y méprendre ! les jeux de boudoir à s'en damner ! la psychologie !...
les crimes à la veux-tu voilà !... des orgies de voyages ! comme si on y
était ! tout ce que ce pauvre peigne-cul d'écrivain peut qu'indiquer !...
ahaner plein ses pensums ! qu'il se fait haïr de ses clients !... il est pas de taille ! tout chromo qu'il se rende ! qu'il s'acharne ! il est surclassé
mille !... millefois !
- Que reste-t-il au romancier, alors, selon vous ?
-Toute la masse des débiles mentaux... la masse amorphe... celle
qui lit même pas le journal... qui va à pei ne au ci néma. . .
- Celle-là peut lire le roman chromo?...
- Et comment!... surtout tenez, aux cabinets!... là elle a un
moment pensif !...qu'elleest bien forcée d'occuper !...
@johnny doe
RispondiEliminaMerci mon vieux! Tu n'est pas un tireur au cul, je le savais.
etabeta
pas de quoi...che vo' fa'... casse coullies et sottisiers sont partout...
RispondiEliminaCredete di potervela cavare così? Ho letto e delibato ogni intervento, ho imparato varie cosette, mi sono financo divertito. Ma, santi numi, perché non dite che cosa significano Bluebitte, Enfoiré, Tireur au cul? Sono inconfessabili?
RispondiEliminaTommaso4ever
@Tommaso4ever
RispondiEliminaBleubitte = pischello, recluta, sbarbatello, burba.
Enfoiré = merdoso, pieno di sciolta, diarroico perpetuo.
Tireur au cul = vigliacchetto, mezza sega, tardigrado, boja nen.
Etabeta
johnny doe
RispondiEliminaquando si cita, si dice la fonte. stop. altrimenti si è nella millanteria. quelle annotazioni su Morte a credito, sollecitate in quel modo e date nel modo come le dai tu, sembrano farina del tuo sacco.
e non lo sono.
mi rode solo la scorrettezza.
il berto
- Sei un saggista del menga. Le tue traduzioni di FC sono scellerate.
RispondiElimina- E tu allora? Con quel tuo libretto infarcito di note a pie' di pagina che sono pleonastiche, ridicole, supponenti?
- Ragazzi non vi accapigliate. Leggete il mio ultimo saggio. Intanto non mancano mai gli scritti originali a fronte. Poi l'introduzione di XY, il più grande cultore di FC, in 137 pagine scevera il possibile dall'impossibile.
- XY grande cultore di FC? Ma se non sa distinguere prosa da poesia...
- Siete quattro pulci. Già esistono 67.588 saggi su Celine e vorreste misurarvi anche voi, ultimi arrivati, con il Fenomeno?
...Lontano, nel cimitero di Meudon, FC ascolta. Non può parlare, perché gli spazzini necrofili gli hanno logorato laringe e corde vocali da quel dì. Ma con uno sforzo sovrumano, per un millesimo di millimetro, riesce a sfregare l'ultima e la penultima vertebra dei lombi, seppure ormai polverose. Chi ha udito fino, sente emergere da sotto la pietra un lieve crepitio: somiglia al rumorino di un peto.
Barbacane
@il berto
RispondiEliminagià ti ho spiegato nella risposta
@barbacane
Non ho capito con chi ce l'ha questo.
Chi vuol scrivere saggi? Mica siamo alla Sorbona...
Per fortuna che ci sei tu che metti tutto in riga...e non ci vuol molto udito fino...per sentire i tuoi...
Barbacane,non è che stai esagerando? Qui stiam facendo quattro chiacchiere tra amici,mica stiamo ad un convegno internazionale su LFC,solo appassionati della sua scrittura.
RispondiEliminaSecondo questo tuo intervento a gamba tesa,non si dovrebbe parlar più di nulla,su tutti i grandi autori é stato scritto tutto.
Nessuno credo qui si arroghi d'esser l'esegeta di LFC,tanto meno tu col tuo ibtervento,secondo me, fuori luogo.
Mi chiedo che mai ci sia di così strano e supponente commentare un breve testo,facendo presente le difficoltà di traduzione,proponendo ed esaminando parole e frasi di dette traduzioni,tali da suscitare l'invettiva biblica di barbacane,quasi fosse il custode autorizzato del Sacro Volto.
RispondiEliminaMisurarsi col Fenomeno...?,ma che sta dicendo? questo vede le famose lucciole per lanterne.
Va tutto bene..se ne sentono tante!
Entschuldigung. Non sempre mi conforta la trebisonda. Volevo dire altro, non ci sono affatto riuscito.
RispondiEliminaBarbacane