martedì 25 ottobre 2011

MEGLIO ALTRE OFFICINE...

Ultima rassegna di Officina Italia, l’appuntamento letterario organizzato da Alessandro Bertante e da Antonio Scurati che da cinque anni ravviva (si fa per dire..) il clima culturale della città meneghina.
Questo lo spirito della manifestazione di quest’anno. Milano,capitale immorale.Leggiamo dal comunicato stampa:

Officina Italia affronta di petto l’immaginario letterario di Milano, città che negli ultimi tre decenni ha vissuto una decisa crisi d’identità, smarrendo la sua originaria vocazione di metropoli aperta, accogliente e soprattutto innovativa

Milano come città dall’anima perduta, svenduta al peggior offerente. Milano città della moda che dimentica la cultura in un angolo. Milano che ha perso, insomma, quella levatura intellettuale che le ha fatto rischiare, un paio di decenni fa, di scrollarsi di dosso l’anima bottegaia e provinciale - che tutt’ora domina - e diventare una città veramente cosmopolita e frizzante.
Saranno i nostri eroi a salvare Milano con le loro Officine? Date un'occhiata ai partecipanti e se non vi mettete a ridere,poco ci manca.

Già Massimiliano Parente,in occasione dell'edizione 2007,scriveva:

"...convocato il solito salottino midcult della letteratura commerciale per salotti buoni..Nessuno di costoro si rende conto dei facili orizzonti d’attesa dei loro libri e discorsi, superati da Balzac anche a livello teorico, rispetto al quale al massimo nei convegni potrebbero scegliere il colore delle tende o distribuire le bibite discutendo sul rapporto tra Coca Cola...
Il problema è che o sono dei coglioni o sono degli opportunisti, tertium non datur, o forse sì: nel dibattito mancano Desiati col precariato e Colombati col ricchismo...
Per uscirne, o non entrarci proprio, ci sono solo tre modeste proposte swiftiane possibili. Quella volgare, onanistica e menefreghista la do io, che per non pensare a questi tromboni torno a cercare su google immagini di Scarlett Johannson o, già che ci sono, per dimenticarmi ancora meglio l’Officina di Scurati, della più hard e biondissima e reale e immaginifica Silvia Saint....Quella brutale l’avrebbe data Céline, presentandosi a Officina Italia con uno schiacciasassi, come minacciava di presentarsi sotto il portone della Gallimard...."
La terza in sintesi era "arridatece gli studiosi"...la teoria viene rimpicciolita e trasformata in opinione"

Sembra che poco sia cambiato.

Scrive oggi Paolo Bianchi : " Si chiude col carrello dei bolliti misti...",riferendosi al festival (ancora un altro!) milanese di letteratura ,organizzato per "gli amici degli amici".
Tre giorni di nulla in Palazzina Liberty semideserta,30 persone o giù di lì.
Sovvenzionata dal Comune con 20 mila euro,invece dei 50 richiesti.
Meglio una vera beneficenza ai bisognosi.
Interviene un certo Petrini,inventore di Slowfood,per favore ricambiato a Scurati (chissà per quali meriti letterari),a rievocare i fasti di Mistero Buffo,e già si capisce dove si va a finire.
"..frasi fatte e conformismo ottuso di gente già imbolsita a quarantanni."
Una specie di osteria del reducismo e chiagnefottismo.
Un comizio di Gianni Biondillo,proletario sempre a prescindere,"che cerca di costruirsi una carriera di romanziere impietosendo il pubblico col fatto d'esser nato in un quartiere povero".Immancabile citazione ad ogni occasione presenzialista a cui il nostro non si sottrae certamente.
Poi via con tutti i luoghi comuni su Milano degenerata,quasi fosse una Yamoussoukro qualsiasi.
Ma ora con Pisapia,diventerà certamente una felice Shangri-La...non a caso l'Officina é all'ultima edizione...(e meno male)
Si passa alle letture di testi "in tono penitente e agonizzante..Carrozzella,Genna,l'affranto Aldo Nove e giovani narratori già decrepiti..." con relativo abbiocco degli sparuti stoici spettatori
Insomma,si capisce che é tutto "un favore a te e uno a me e ansia di protagonismo."
Il povero pubblico se ne va alla spicciolata,pensando che avrebbe fatto meglio a farsi una pizza invece di abbioccarsi di noia.
La cultura? Wanted....cercare a Chi l'ha vista?
Finale: "...questo é un bollito in salsa andata a male".
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Un pregevole saggio cortilizio di Carrozzella...non manca l'accenno a Pisapia...postato da Biondillo...tra amici.....http://www.nazioneindiana.com/2011/10/24/milano-brucia/#more-40460

9 commenti:

  1. Mi domando quale utilità possano avere queste manifestazioni sponsorizzate dal Comune,Provincia...con quattro gatti a sentirle.Vero é che la qualità non dipende dal numero,ma nemmeno da certi personaggi.

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  2. Beh,se Carrozzella va sponsorizzato,mi metto in lista pure io,al liceo ho scritto cose migliori di Milano brucia.

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  3. L'unico pregio di Nazione Indiana é che ogni tanto pubblica qualcosa dei grandi scrittori,il resto é fuffa velleitaria.

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  4. Se la cantano tra loro in cerca di gloria...poi vai a vedere che hanno scritto...pietà per noi poveri lettori.Forse sono troppo tranchant,ma tante di queste manifestazioni pseudoculturali bisognerebbe abolirle,é tutto un festival di tutto e alla fine non ti resta nulla.
    Presenzialismo,gite di piacere,pranzi e recensione tra amici.

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  5. In sola cosa sbaglia Parente ... l'opportunismo e la coglionaggine sono diabolicamente mescolati, nel gruppetto.
    Siccomo poio sono ggente che ha stutiato, che si sono presa una laura, e ci piace a tutti la pizza, si trovano tra di loro e vanno in ciro e si divertono.
    Biondillo è la quintessenza della mediocrità scritturale. Persino in mezzo a quegli scribacchini, è quello che scrive peggio. Non si capisce neppure come ci sia finito nel gruppetto. E' lì solo per simpatia, mi sa.

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  6. Ma come Massimo,da proletario della Bovisa,diventato architetto,come ci sbandiera ogni minuto,gode di biglietti omaggio in queste riunioni di amici degli amici degli amici...!
    Anche lui si é dato ai commissari di quartiere..però attenti al sociale...basta questo a farlo entrare nel giro.

    @simon

    Sai com'è,Biondillo su NI e pure dalla Lipperin che vien dal mare,ha licenza di insulto...é proletario!

    @mad max

    Naturalmente su NI elogi ad un raccontino di Carrozzella,se la suonano e cantano tra loro..

    @mister blog

    Prova ad immaginare quale sia e per chi l'utilità..

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  7. E poi si lamerntano che ci son file per Fabio Volo! Tra due mali,si sceglie sempre il minore.

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  8. Mi sembra che ormai da NI se ne vadano in tanti,l'hanno affossato certi intolleranti atteggiamenti e puzze nasali,poi vai a vedere i capolavori che pubblicano e....meglio sorvolare..

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  9. Una officina dove nessuno lavoro (né di fino né di grosso) mantenuta pubblicamente altrimenti ciao posti (a sedere) di lavoro. Genna è tra i misteri gaudiosi, libri che sono quel che sono, accoglienza tra amici che è quel che è come hanno dimostrato i suoi numerosi interventi all'interno di un sito orientato favorevolmente: silenzio totale da parte del pubblico davanti al suo elevato umorismo (?!).

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